Scomparsa Denise Pipitone, riaperta l’indagine. L’ipotesi al vaglio della Procura è quella di depistaggio.

MARSALA – E’ stata riaperta l’indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone. Dopo la vicenda russa, la Procura ha deciso di riprendere il mano il fascicolo per verificare se ci sono stati possibili depistaggi o errori nell’inchiesta. Ipotesi che si è rafforzata dopo le rivelazioni dell’ex pubblico ministero Maria Angiolini.

Come riportato da La Repubblica, l’ex magistrato ha dichiarato in televisione di aver avuto il sospetto di fughe di notizie sull’inchiesta e, in particolare, che le persone intercettate erano a conoscenza di essere sotto controllo. Per questo motivo si è deciso di riaprire l’indagine per verificare eventuali errori nell’inchiesta.

La vicenda russa

Il caso di Denise è ritornato attuale dopo le dichiarazioni da parte di una ragazza diciassettenne russa. La somiglianza con la madre Pina Maggio ha portato a fare il test del Dna, ma alla fine il risultato è stato negativo. Una vicenda che ha provocato diverse polemiche anche per come è stato gestito l’accaduto.

L’esito negativo ha portato a rivivere le delusioni del passato. Ma l’indagine aperta ora potrebbe portare ad importanti novità e non sono esclude già delle nuove notizie nei prossimi giorni.

Tribunale Corte Costituzionale
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L’indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone

Resta il massimo riserbo da parte degli inquirenti sull’inchiesta. Il fascicolo, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe stato riaperto dopo le dichiarazioni dell’ex pm. Parole che hanno ipotizzato una fuga di notizie durante l’indagine, con gli indagati che sarebbero venuti a conoscenza di essere stati messi sotto controllo.

Da qui l’inchiesta per accertare meglio quanto successo e capire se ci sono stati depistaggi o altri errori in questa vicenda. I punti da chiarire sono ancora diversi e gli approfondimenti sono ancora in corso e nelle prossime settimane potrebbero esserci importanti novità. Resta il massimo riserbo anche per non dare vantaggi ai responsabili.

I carabinieri nella casa nella quale viveva Anna Corona

Nella giornata del 5 maggio i Carabinieri si sono recati nella casa nella quale viveva Anna Corona, ex moglie del padre della piccola Denise Pipitone, sparita lo scorso 1 settembre 2004. Stando a quanto riferito dai media locali, l’accertamento sarebbe avvenuto per ispezionare zone della casa che non erano state analizzate all’epoca dei fatti. Inoltre, sempre secondo la stampa locale, sarebbe stata presentata anche una segnalazione secondo la quale il corpo della piccola Denise sarebbe stato murato nell’abitazione. Una segnalazione che non trova riscontri né conferme ufficiali.


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