I commenti di Guido Crosetto e Roberto Vannacci a seguito degli scontri avvenuti nelle piazze italiane e soprattutto a Milano.
Le violenze registrate a Milano e in altre città italiane riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulle possibili cause delle manifestazioni. Dopo la visita alle forze dell’ordine al Duomo del capoluogo lombardo da parte di Salvini, ad intervenire è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha individuato nei social network e nelle piattaforme digitali strumenti attraverso i quali verrebbe condotta una nuova forma di conflitto. Una lettura che il ministro ha definito “guerra ibrida” e che, a suo giudizio, l’Occidente non starebbe ancora affrontando con sufficiente consapevolezza.

Scontri a Milano: Crosetto parla di “guerra ibrida”
Crosetto ha espresso queste considerazioni durante il Defense Procurement Forum, in corso a Roma. “I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche”, ha dichiarato, indicando TikTok, i social network e YouTube come mezzi non convenzionali utilizzati per portare questa forma di guerra nelle nazioni occidentali.
Nel suo intervento, il ministro si è soffermato anche sul coinvolgimento dei giovani nelle manifestazioni e sulla condivisione delle proteste da parte di una parte ancora più ampia. Secondo Crosetto, se tre ragazzi su dieci hanno partecipato e sei su dieci condividono quelle iniziative, non è sufficiente ricondurre il fenomeno ai cosiddetti maranza o agli italiani di seconda generazione.
Il ministro ha ipotizzato invece una forma di “contro educazione”, distinta da quella ricevuta in famiglia o a scuola, capace di trasmettere valori, ambizioni, una visione del mondo e riferimenti in contrasto con la società attuale e le regole democratiche.
Il commento di Roberto Vannacci
Sul fronte politico, anche Roberto Vannacci ha chiesto una risposta particolarmente severa contro le violenze. Il leader di Futuro Nazionale, intervenuto in videocollegamento durante una conferenza stampa a Roma, ha definito terrorismo gli attacchi alla polizia preparati attraverso azioni paramilitari, sostenendo la necessità del “pugno duro”.
Presentando la riforma sulla gestione dell’ordine pubblico, Vannacci ha illustrato alcune misure che il suo partito intende proporre per affrontare quella che considera un’emergenza sicurezza. Tra queste figurano sanzioni pecuniarie per risarcire i danni provocati dalle violenze, più poteri alle forze dell’ordine, uno “scudo legale” per proteggerle e la revoca della cittadinanza ai non italiani che commettono reati.