Nell’ultimo giorno del Ramadan ci sono stati violenti scontri sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. I palestinesi protestano contro i possibili sfratti. Gli Usa preoccupati.

GERUSALEMME – Violenti scontri si sono verificati sulla Spianata delle Moschee tra la polizia e manifestanti palestinesi. Nell’ultimo giorno del Ramadan, decine di dimostranti si sono trattenuti nel luogo conteso dalle tre religioni monoteiste al termine delle preghiere, dando vita a una protesta contro gli sfratti di famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah nella parte est della città.

Scontri sulla Spianata delle Moschee

I manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti e la polizia ha risposto con lancio di granate assordanti. Secondo la tv pubblica israeliana sono segnalati diversi feriti tra i dimostranti. Gli agenti hanno chiuso la Porta di Damasco.

Le accuse di Abu Mazen

Il presidente palestinese Abu Mazen ha accusato Israelecome responsabile degli sviluppi pericolosi e degli attacchi in corso a Gerusalemme e delle relative conseguenze“. Abu Mazen ha poi invitato “la comunità internazionale ad assumersi tutte le sue responsabilità per fermare l’aggressione contro i palestinesi e fornire protezione internazionale“.

La preoccupazione degli Usa

A stretto giro sono giunte le dichiarazioni dagli Stati Uniti, all’insegna della preoccupazione. “Siamo profondamenti preoccupati per l’aumento delle tensioni a Gerusalemme e anche per gli sfratti potenziali delle famiglie palestinesi nel quartiere di Gerusalemme est, molte delle quali vivono naturalmente nelle loro case da molte generazioni“. Così il portavoce del dipartimento di Stato Usa Jalina Porter.

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