Autostrade, governo bloccato. Rottura totale con i renziani

Autostrade, governo bloccato. Rottura totale con i renziani

Scontro al governo sulle concessioni autostradali. Rottura netta con i renziani. Autostrade chiede 23 miliardi di euro per la risoluzione di diritto.

Il caso autostrade comporta un doppio problema alla maggioranza di governo. Uno esterno e uno interno. Uno tra il governo e Aspi e uno all’interno della stessa maggioranza. La tensione ormai è alle stelle.

Autostrade sfida il governo facendo sapere di essere pronta a farsi da parte in cambio di 23 miliardi. Proposta inaccettabile per tutti i frequentatori di Palazzo Chigi e dintorni.

Ma il governo non ha le idee chiare. Quella che doveva essere la giornata risolutiva si trasforma nella giornata dei rinvii. Tradotto alla fine il vertice slitta e se ne riparla il prossimo anno. Con Italia Viva che però ha voluto mettere un po’ di pepe alla serata facendo sapere che per quanto riguarda la revoca delle concessioni la battaglia si risolverà in Aula.

La minaccia di Autostrade: 23 miliardi per la risoluzione di diritto

Autostrade ha animato il pomeriggio del 23 dicembre inviando una lettera al governo chiedendo 23 miliardi di euro. Secondo Aspi il governo starebbe creando le condizioni perché si possa procedere con la risoluzione di diritto dell’accordo. La lettera è stata interpretata dal governo come una minaccia inaccettabile.

fonte foto https://www.facebook.com/autostradeperlitalia/

Scontro al governo sulle concessioni: discussioni rimandate al 2020

Il Movimento 5 Stelle non ha dubbi sul fatto che in tempi brevi si debba procedere con la revoca delle concessioni ad Aspi e non ha dubbi che nel Milleproroghe debba rimanere inalterata la nuova norma sull’indennizzo da pagare in caso di revoca. Secondo il provvedimento, ad Autostrade non andrebbero 23 miliardi ma appena 7. Ma il problema è che tale provvedimento al momento è stato approvato salvo intese. Tradotto, è ancora tutto in discussione.

Matteo Renzi

Rottura con i renziani

La giornata si conclude con la rottura netta con i renziani. IV, come confermato da Matteo Renzi, è assolutamente contraria al provvedimento presentato nel Milleproroghe e fissa l’appuntamento in Aula. Una sfida aperta al premier Conte.

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