La scuola ‘riparte’ da Bolzano, il 7 settembre inizia il nuovo anno scolastico. Il governo continua a lavorare in vista del 14, ma ci sono ancora diversi problemi da risolvere.

Primo banco di prova per la scuola, che riapre a Bolzano, dove gli istituti aprono la mattina del 7 settembre. In Lombardia e nelle Regioni del Nord invece si riaprono le porte delle materne, che tornano ad ospitare i bambini. Tutti guardano con particolare attenzione al primo giorno di scuola, anche se i riflettori restano puntati sul prossimo 14 settembre, la data sulla quale il governo ci ha messo la faccia.

Riapre la scuola a Bolzano. I problemi (ancora) da risolvere in vista del 14 settembre

A una settimana dalla data nazionale per la ripresa della scuola ci sono ancora diversi problemi da risolvere.

In tante scuole mancano ancora le aule o gli spazi alternativi per ospitare tutti gli alunni garantendo il distanziamento all’interno delle classi. Non solo. A sette giorni dalla data della riapertura delle scuole indicate dalla ministra Lucia Azzolina in diversi istituti mancano anche i banchi e i professori.

La consegna dei banchi

Il prossimo 14 settembre proprio la ministra Azzolina, insieme con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà a Vo’, uno dei luoghi simboli dell’emergenza coronavirus, Per quella data il problema dei banchi non sarà risolto in tutto il Paese. La consegna dovrebbe infatti concludersi nel mese di ottobre ma già si temono i primi slittamenti a novembre. Tradotto, per un paio di mesi alcuni dirigenti scolastici saranno costretti ad arrangiarsi.

Docenti e supplenti

Un altro problema annoso è quello delle cattedre vuote. Le procedure per e assunzioni sono in netto ritardo e in molte Regioni il rischio concreto è quello di iniziare l’anno scolastico con buchi ancora da coprire.

Il comportamento dei ragazzi

Uno dei problemi che non potrà essere risolto è quello dei comportamenti dei ragazzi fuori dall’orario scolastico e quindi fuori dagli istituti. Comportamenti non responsabili o comunque non in linea con le indicazioni per limitare i contagi (mascherine, distanziamento e igiene ad esempio) possono complicare e non poco la situazione, con il rischio di trasformare una scuola in un focolaio.

Scuola
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Azzolina, “Il rischio zero non esiste”

La Azzolina è consapevole delle difficoltà e ha provato a mettere le cose in chiaro, come aveva fatto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione del suo intervento alla festa annuale del Fatto Quotidiano.

“La scuola non è un luogo fatato e il rischio zero non esiste. Abbiamo lavorato tanto per minimizzare i rischi. E a scuola chiederemo un sacrificio a tutti, studenti e personale, per seguire regole e comportamenti”, ha dichiarato la ministra Azzolina.

Lo scopo evidentemente è quello di evitare che un caso di coronavirus in una scuola e la chiusura di una classe possano essere letti come un fallimento del governo.

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ultimo aggiornamento: 07-09-2020


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