Scuola, la didattica a distanza diventa obbligatoria. Ma il mondo dell’Istruzione non è pronto…

Scuola, la didattica a distanza diventa obbligatoria. Ma il mondo dell’Istruzione non è pronto…

Emergenza coronavirus, la didattica a distanza diventa obbligatoria ma il mondo dell’Istruzione non è pronto per sostenere la rivoluzione tecnologica.

Con il Consiglio dei Ministri del 6 aprile dovrebbe diventare ufficiale l’obbligo della didattica a distanza, che fino a questo momento era solo consigliata. Si tratta di un tentativo di reazione all’emergenza coronavirus, ma la sensazione è che il sistema scolastico non sia pronto per sostenere la rivoluzione tecnologica nella quale è stata trascinata per causa di forza maggiore.

Coronavirus, la didattica a distanza diventa obbligatoria

Nel Cdm del 6 aprile Azzolina presenterà le sue proposte per la chiusura dell’anno scolastico. Tra queste c’è la norma per la quale la didattica a distanza diventa obbligatoria. e dovrà svolgersi con gli strumenti tecnologici a disposizione.

In corrispondenza della sospensione il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza“, recita la bozza del decreto circolata in queste ore.

Fonte foto: https://www.facebook.com/LuciaAzzolina82/

Ma il mondo della Scuola non è pronto

La proposta della ministra dell’Istruzione però suscita perplessità e polemiche sia nel mondo della politica che nel mondo della scuola.

In effetti il sistema Scuola non sembra pronto. In primo luogo pesa l’età dei professori di ruolo. Molti appartengono a generazioni non digitali e hanno incontrato problemi già di fronte alle prime tappe del percorso di innovazione tecnologica che ha interessato la scuola negli ultimi anni.

E non è tutto. Anche gli studenti devono essere educati alla nuova scuola. In queste settimane diversi professori hanno segnalato comportamenti non proprio maturi da parte degli studenti che non hanno tenuto comportamenti propriamente disciplinati. Di fatto non si applicano, o meglio, qualcuno fatica a prendere sul serio la didattica a distanza.

Esistono poi problemi pratici. Molti faranno fatica a crederlo, ma forse vivono poco la realtà, eppure non tutte le famiglie hanno un tablet o un PC. E i figli che vivono in queste realtà familiari? Per non essere svantaggiati dovrebbero ricevere una strumentazione idonea dallo Stato.