Sebastiano Rossi: il portiere dei record e delle intemperanze

Per dodici anni al Milan, Seba Rossi è uno dei numeri 1 più vincenti della storia rossonera.

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Sebastiano Rossi Milan – Tra i tanti numeri 1 che hanno fatto la storia del Milan, ce n’è uno che per longevità e carisma è secondo a pochi: Sebastiano Rossi. Titolare inamovibile nella prima meta degli anni Novanta, vinse in rossonero cinque scudetti, tre Supercoppe italiane, una Intercontinentale, due Supercoppe Uefa e una Champions League. Abile sia tra i pali che nelle uscite, era un portiere di grande talento tecnico e dal fisico notevole. Nonostante tutto non riuscì mai a indossare la maglia della Nazionale azzurra, pur venendo convocato in alcune occasioni. Ripercorriamo insieme la sua carriera e i suoi trionfi in rossonero.

Sebastiano Rossi Milan: le due facce di un campione

I primi anni e i successi. Arrivato dal Cesena nell’estate del 1990, Rossi sarebbe dovuto essere il sostituto di Pazzagli. Ben presto, però, divenne titolare indiscusso, resistendo anche alla concorrenza di Antonioli nel ’92-’93. In questo periodo vinse cinque scudetti (tre consecutivi dal 1992 al 1994, uno nel 1996 e uno nel 1999), una Champions nel 1994, una Supercoppa Uefa, tre Supercoppe italiane consecutive dal ’92 al ’94. Al di là delle tante performance eccezionali, Seba Rossi è ricordato con affetto dai tifosi per il record di imbattibilità della stagione 1993-1994, quando superò il precedente record di Zoff di 903′, arrivando a 929′, come mai nessuno aveva fatto nella storia del campionato italiano a girone unico. A strappargli il record ci penserà nel 2016 Buffon, arrivando a 974′.

La titolarità perduta. Nella seconda metà degli anni Novanta, la sua titolarità fu messa in discussione più volte. Per un periodo piuttosto breve venne relegato in panchina a favore di Angelo Pagotto, riuscendo alla fine a imporsi nuovamente. Idem nel ’97-’98, quando a togliergli la maglia da titolare per un giroen intero fu Massimo Taibi. L’anno successivo avvenne infine l’episodio che lo condannerà a perdere definitivamente il posto: quei secondi di follia che lo consacreranno alla storia del calcio, anche se in modo non del tutto positivo.

L’aggressione. Durante una sfida contro il Perugia, Seba Rossi vide il giapponese Hidetoshi Nakata riuscire a superarlo su calcio di rigore. La sua reazione fu un pugno sul volto dell’attaccante biancorosso Cristian Bucchi, colpevole di aver tentato di recuperare il pallone in fondo alla rete per cercare di velocizzare la ripresa del gioco. Rossi venne ovviamente punito con il rosso diretto e cinque giornate di squalifica. Zaccheroni fu allora costretto a promuovere titolare il giovane Christian Abbiati, che riuscì a superare nelle gerarchie il più anziano collega grazie a ottime prestazioni che portarono al sedicesimo scudetto rossonero. Di lì in poi il declino. Fu secodndo di Abbiati per la stagione successiva, retrocedendo a terzo con l’arrivo di Nelson Dida. Il suo addio a Milano arrivò nel 2002, quando venne ingaggiato proprio dal Perugia, con cui chiuse la carriera nel 2003 a 39 anni. In totale al Milan collezionò 330 presenze, subendo 281 gol. La speranza è che Gigio Donnarumma possa ripercorrere le sue orme, magari con fortune ancora maggiori…