Senato: Liliana Segre apre la seduta

Senato: Liliana Segre apre la seduta

Lungo applauso e standing ovation a Liliana Segre che ha aperto la prima seduta del Senato della nuova legislatura in quanto senatrice a vita più anziana.

La senatrice Liliana Segre è arrivata in Aula a Palazzo Madama alle 10 per presiedere la prima seduta della XIX legislatura. La seduta iniziata in ritardo, dopo il discorso chiamerà i senatori più giovani proclamati che costituiscono l’ufficio di presidenza provvisorio proclamando la Giunta. Poi potrà iniziare la votazione per il presidente del Senato.

C’è l’accordo della maggioranza sul nome di Ignazio La Russa. La conferma arriva anche da Silvio Berlusconi entrando in Senato. Confermato il passo di lato della Lega e di Calderoli dallo stesso senatore che ha dichiarato “C’è l’accordo sul nome di La Russa. Volentieri faccio un passo indietro per il bene del paese”.

“Oggi il centrodestra darà mostra di compattezza, lealtà e unità. Calderoli è un grande ma se c’è da fare un passo di lato lo facciamo” ha detto il leader della Lega Matteo Salvini entrando al Senato per la seduta iniziale della XIX legislatura. “Se c’è da fare un passo di lato lo facciamo: vale per il senato, vale per il governo. Per partire presto e bene”.

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Le parole di Segre in Aula

La seduta è stata aperta da Liliana Segre che ha aperto il suo discorso salutando l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Desidero indirizzare al presidente emerito Giorgio Napolitano che non ha potuto presiedere, gli auguri nella speranza di poterlo rivedere presto ristabilito in Senato”. Poi ha commentato questo incarico dicendo: “Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva”.

A 100 anni dalla Marcia su Roma una sopravvissuta all’Olocausto darà la presidenza della Camera Alta ad un nostalgico del fascismo. Un paradosso che Segre commenta: “In questo mese di ottobre, nel quale cade il centenario della Marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio ad una come me assumere momentaneamente la presidenza di questo tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica”.

“Ed il valore simbolico – aggiunge – di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente perché, vedete, ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre; ed è impossibile per me non provare una sorta di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco delle scuole elementari, oggi si trova per uno strano destino addirittura sul banco più prestigioso del Senato!”