Senato, Verdini pronto alla battaglia: con Gentiloni non si tratta

Gentiloni, il lavoro al Senato nelle mani di Verdini

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Incassata la fiducia alla Camera, il neo premier Paolo Gentiloni si appresta ad affrontare oggi la prova del voto di fiducia in Senato, lì dove i numeri non sembrano essere dalla parte del nuovo Governo. Qui un ruolo decisivo sarà giocato da Ala-Scelta Civica, gruppo escluso nella formazione del nuovo esecutivo e che difficilmente darà il proprio sostegno a Gentiloni.

Non si tratta

I diciotto senatori verdiniani fungeranno dunque da ago della bilancia in Senato, lì dove il governo potrà contare sull’appoggio di 112 senatori del Pd, 29 tra Ncd e Udc, 19 delle Autonomie, almeno 4 membri di Gal e almeno 5 del gruppo Misto. Denis Verdini si è detto deciso a non trattare in alcun modo con il nuovo premier, ma questo non significa che verrà fatto dell’ostracismo a oltranza. La linea infatti è quella di discutere e vagliare con attenzione ogni proposta sottoposta all’attenzione del Senato e decidere di conseguenza. Secondo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore, lo stesso Verdini avrebbe avuto fitti contatti con Matteo Renzi per definire il ruolo di Ala, potenziale paracadute o condanna di un governo destinato a combattere punto su punto per sopravvivere alle opposizioni.

La criticità, dunque, non sembra legata al voto di fiducia, che dovrebbe essere ottenuto con una considerevole maggioranza, ma alle discussioni sui singoli provvedimenti che saranno promossi.

Consiglio europeo

Nella giornata di giovedì, Paolo Gentiloni parteciperà al Consiglio europeo, dove sarà chiamato a sciogliere i dubbi di buona parte degli schieramenti parlamentari per vincere le prime resistenze  e costruirsi così una buona base di consenso da cui far partire i lavori. “Avremo – ha affermato Gentiloni nel suo discorso alla Camera – una posizione molto netta: non è accettabile che passi di fatto il principio di un’Ue troppo severa su alcuni aspetti dell’austerity e troppo tollerante verso paesi che non accettano di condividere responsabilità comuni“.