La sentenza della Cassazione sul pendolarismo dei figli

La sentenza della Cassazione: “No al pendolarismo dei figli dei genitori separati”

La sentenza della Cassazione sul ‘pendolarismo dei figli’: “Una bambina non può spostarsi nel fine settimana di 90 chilometri”.

ROMA – La sentenza della Cassazione sul pendolarismo dei figli. Secondo quanto deciso dai giudici della Cassazione, il piccolo non può spostarsi nel fine settimana di 90 chilometri. Il caso preso in esame era di una famiglia veneta con il padre che aveva presentato il ricorso per violazione della “libertà personale”.

La Corte Suprema gli ha dato torto confermando la sentenza di secondo grado. Si tratta di un precedente importante che in futuro potrebbe essere utilizzato in altri processi.

La vicenda

La sentenza della Cassazione ha fatto riferimento alla vicenda di una famiglia veneta. Alla separazione la bambina abitava con il padre, in una casa messa a disposizione della madre, per poi trascorrere il weekend con la donna a 90 chilometri di distanza.

Le disposizioni di primo grado sono state modificate in Appello con i giudici che hanno stabilito che la piccola vivesse con la madre. La donna si era, inoltre, impegnata di trasferirsi nella città dell’ex marito per permettere a quest’ultimo di trascorre del tempo con la piccola. Il decreto, però, non era stato accettato dal marito. Secondo lui è stata violata la libertà, idea diversa dei giudici che hanno confermato quanto deciso in secondo grado.

Corte di Cassazione
fonte foto https://www.facebook.com/OrdinePsicologiEmiliaRomagna

Le motivazioni

Leggendo le motivazioni, citate da Repubblica, i giudici hanno deciso che il pendolarismo dei figli dei genitori separati non è possibile: “La bambina – si specifica nel testo – non può spostarsi nel fine settimana di 90 chilometri“. Una decisione che potrebbe presto essere un precedente anche per altri processi simili.

Secondo la Corte Suprema madre e padre separati devono vivere nella stessa città per consentire ai figli di non cambiare settimanalmente la città. I giudici, per questo, hanno rifiutato il ricorso presentato dal padre di una bambina del Veneto.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/OrdinePsicologiEmiliaRomagna

ultimo aggiornamento: 10-03-2020

X