La sentenza della Cassazione spese pazze Regione Marche

Spese pazze Regione Marche, la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado

La sentenza della Cassazione sulle ‘spese pazze’ della Regione Marche. Il terzo grado ha annullato l’assoluzione decisa in Appello.

ANCONA – La sentenza della Cassazione sulle ‘spese pazze’ della Regione Marche ha riaperto il processo. In secondo grado, infatti, gli imputati erano stati assolti. La Corte Suprema, invece, ha deciso di annullare quanto deciso in Appello e ha rimandato le carte a Perugia per ridiscutere l’accusa di peculato.

Nelle prossime settimane, quindi, riprenderà il lungo cammino giudiziario per l’ex presidente della Regione e gli altri imputati che dovranno difendersi dalle accuse della Procura.

La sentenza della Cassazione

La vicenda delle ‘spese pazze’ della Regione Marche è stata riaperta. La Cassazione, infatti, ha annullato la sentenza di secondo grado e rimandato tutte le carte alla Corte di Appello di Perugia per valutare gli indagati. Sul banco dell’imputato ci sono l’ex presidente della Regione Gian Marco Spacca, l’ex segretario Pd Francesco Comi, l’ex addetto al grupo dem Oscar Roberto Ricci, l’ex vice presidente del Consiglio regionale Giacomo Bugaro e l’ex consigliere Massimo Binci.

Per loro nelle prossime settimane inizierà un processo bis nonostante la richiesta degli avvocati di giudicare inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Ancona. La vicenda non è conclusa con gli imputati che devono difendersi dall’accusa di peculato.

Corte di Cassazione
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La ricostruzione della vicenda

La vicenda risale al periodo tra il 2008 e il 2012 con alcune spese sostenute da legislazioni diverse che sono finite nel mirino degli inquirenti. Sia in primo che in secondo grado queste cifre sono state ritenute legittime perché “effettuate nell’esplicazione di attività politica in senso lato“.

La Cassazione, però, ha deciso di riaprire il processo mandando le carte alla Corte d’Appello di Perugia. Un nuovo lungo percorso giudiziario per tutti gli imputati che sperano ancora una volta in una assoluzione anche se si dovr- aspettare ancora qualche mese per la sentenza di secondo grado.

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ultimo aggiornamento: 12-02-2020

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