Passo indietro della Cassazione dopo che i giudici avevano annullato la condanna agli stupratori perché la vittima era ‘mascolina’.

ROMA – Due stupratori sono stati assolti perché la vittima era troppo ‘mascolina‘. E’ questa la sentenza shock della Cassazione che ha fatto discutere in Italia.

Per i giudici la 22enne peruviana era poco attraente sessualmente e quindi si sarebbe inventata tutto. Dichiarazioni che non sono piaciute alle associazioni femminile e neanche al procuratore generale della Corte d’Appello, che li aveva condannati in secondo grado.

Tribunale di Milano
fonte foto https://www.facebook.com/francesco.nicastro

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La sentenza shock della Cassazione, associazioni femminili in rivolta

La sentenza della Cassazione ha provocato la rivolta di diverse associazioni femminili nazionali che in un comunicato congiunto hanno espresso il loro dissenso con la decisione del giudice e preparano un flash mob davanti alla Corte d’Appello: “Da quanto leggiamo – si legge nel comunicato riportato da Sky TG24il Collegio Giudicante della Corte d’Appello, ha scritto, parlando dell’imputato principale, che ‘la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il suo numero di cellulare con il nominativo Vikingo, con allusione a una personalità tutt’altro che femminile quanto piuttosto mascolina. Come la fotografia presente nel fascicolo appare confermare‘”.

Una simile vergogna in Italia – continua la nota – merita una risposta collettiva da parte dei cittadini oltre che l’annullamento della Cassazione. Per questo chiediamo di essere con noi nel flash mob cui domani (11 marzo 2019) daremo vita sotto la sede della Corte d’Appello di Ancora. In un Paese dove qualcuno vuole sdoganare la violenza sulle donne, scenderemo tutte in piazza per fermare questa barbarie, espressa in una sentenza. Il Paese che si riconosce nella Costituzione e nel rispetto non starà a guardare“.

La decisione della Cassazione vede contrario anche il procuratore generale della Corte d’Appello: “Bisogna evitare – sottolinea ai microfoni di Radio RAI – che nei processi l’uso delle parole possa costituire una forma ulteriore di violenza nei confronti delle vittime“.

Corte di Cassazione: Aspetto della vittima è irrilevante

A distanza di circa un mese dalla sentenza shock la Corte di Cassazione ha corretto il tiro facendo sapere che l’aspetto fisico della vittima deve essere assolutamente irrilevante di fronte a una denuncia di violenza fisica.

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ultimo aggiornamento: 09-04-2019


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