La Corte Costituzionale: “Pensioni di invalidità troppo basse”

La Corte Costituzionale: “Pensioni di invalidità troppo basse”

La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni di invalidità.

ROMA – La Corte Costituzionale ha giudicato la cifra delle pensioni di invalidità troppo bassa. I 285,66 euro mensili violano il diritto al mantenimento che la Costituzione garantisce per le persone inabili.

Nelle prossime settimane, quindi, il Governo dovrà integrare questa cifra per rispettare quanto previsto dalla legge italiana. Il verdetto, però, non ha effetto retroattivo quindi il nuovo beneficio potrà essere ottenuto dal giorno dopo del via libera della maggioranza.

La sentenza della Corte Costituzionale

Una sentenza che costringe il Governo ad alzare la pensione di invalidità da 285,66 euro e 516,46 euro, cifra da tempo riconosciuta dall’articolo 38 della numero 448 del 2011.

Ogni cittadino inabile – si legge nell’articolo riportato dal Corriere della Serae sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale“. Toccherà, quindi, alla maggioranza integrare la cifra nelle prossime settimane. Da dire il verdetto non ha nessuna retroattività quindi il beneficiario non potrà ricorrere per chiedere un rimborso degli anni precedenti. La nuova cifra entrerà in vigore solo dopo il via libera da parte del Governo. La decisione della Corte Costituzionale mette fine anche ad una discussione politica visto che da tempo si ipotizzava una ritocco alla pensione.

Tribunale

La questione di legittimità sollevato da un disabile torinese

La questione di illegittimità è stata sollevata da un disabile torinese che ha messo in evidenza le difficoltà di arrivare a fine mese con il solo assegno di invalidità. La persona è affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di compiere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno.

La Corte Costituzionale ha dato ragione all’uomo confermando la necessità di integrare l’assegno nelle prossime settimane. Si tratta di una sentenza non retroattiva con la nuova cifra che entrerà in vigore solo il giorno dopo il via libera da parte del Governo.