La Corte Costituzionale ha accettato il ricorso del Governo contro la legge anti-Dpcm della Valle d’Aosta.

ROMA – La Corte Costituzionale ha accettato il ricorso del Governo contro la legge anti-Dpcm della Valle d’Aosta. Le motivazioni della sentenza sono state date dall’ufficio stampa della Corte e riportate dall’Ansa: “Il ricorso è stato accolto limitatamente alle disposizioni con le quali la legge impugnata ha introdotto misure di contrasto all’epidemia differenti da quelle previste dalla normativa statale“.

La sentenza

La sentenza è stata decisa dalla Corte Costituzionale dopo il ricorso da parte del Governo. Il giudice ha ritenuto che la Regione, anche se dotato di uno statuto regionale, non può invadere con un suo provvedimento una materia avente oggetto la pandemia. Emergenza diffusa a livello globale e affidata alla competenza legislativa esecutiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale.

Nelle prossime settimane saranno pubblicate le motivazioni. Difficile un ricorso da parte della Valle d’Aosta, ma non si esclude un ulteriore braccio di ferro nelle prossime settimane soprattutto in caso nuove chiusure.

Tribunale
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La collaborazione con le Regioni

Il ricorso era stato presentato dal Governo dopo la decisione della Valle d’Aosta di riaprire tutto nonostante il passaggio in zona rossa. Il Tar aveva dato ragione al presidente Solinas e da qui la decisione dell’ex premier Conte di proseguire la battaglia giudiziaria.

Il quadro politico ora sembra essere cambiato. Il presidente Draghi ha chiesto a tutti la massima collaborazione per cercare di trovare misure più condivise possibili. Non sarà semplice anche per le posizioni diverse tra alcuni governatori e i ministri rigoristi. I confronti andranno avanti e non si escludono ulteriori sorprese. Ma la speranza di tutti è quella di riuscire a trovare un accordo ed evitare altri episodi simili. Ma l’estate si avvicina e nei prossimi mesi ci potrebbero essere ulteriori ricorsi da parte dei singoli governatori.

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ultimo aggiornamento: 24-02-2021


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