La sentenza della Corte dei Conti sul Mose: un danno erariale da 6,9 milioni di euro. Due imprenditori e un Consorzio dovranno risarcire lo Stato.

ROMA – Nel giorno di San Silvestro è arrivata la sentenza della Corte dei Conti sul Mose. I giudici hanno riconosciuto un danno erariale da 6,9 milioni di euro rispetto ai 21 milioni e 750mila euro contestati alla Procura.

Questi soldi, come precisato dall’Ansa, dovranno essere restituiti allo Stato dagli eredi di Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova morto negli Stati Uniti che ha pagato le tangenti. La stessa rete di imprese concessionaria dello Stato e il vice di quei tempi, Alessandro Mazzi dovrann aiutare il principale indiziato a restituire i soldi ‘rubati’ a Palazzo Chigi per quanto riguarda la vicenda del Mose.

La sentenza della Corte dei Conti

La Corte dei Conti doveva pronunciarsi sul danno erariale procurato da Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova che ha pagato delle tangenti per i lavori del Mose. La Procura aveva richiesto una cifra di quasi 22 milioni di euro mentre i giudici hanno optato per 6,9 milioni.

Una somma che dovrà essere risarcita non solo dagli eredi del principale imputato, morto qualche anno fa. Insieme a lui dovranno sborsare i soldi anche la rete di imprese concessionaria dello Stato per la realizzazione delle dighe mobili e il vice di allora, Alessandro Mazzi. Ricordiamo che il Consorzio Venezia Nuova attualmente è gestito da un pool di commissari nominati dalla prefettura di Roma in accordo con l’Anac.

Venezia
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Ripresi i lavori per il Mose

Sono ripresi, intanto, i lavori per il Mose. Il Governo si è messo subito in moto per completare l’opera e rendere maggiormente sicura la città di Venezia. Le dighe, infatti, dovrebbe attivarsi quando l’acqua raggiunge i 110 metri, evitando in questo modo quanto successo nelle scorse settimane alla città lagunare.

fonte foto copertina https://twitter.com/Goldstein5s

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ultimo aggiornamento: 31-12-2019


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