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Elena Luisi: il sequestro della bambina italiana
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Il sequestro di Elena Luisi: rapita a 17 mesi e ritrovata viva dopo 40 giorni

volante della polizia

Nell’ottobre 1983 Elena Luisi, appena 17 mesi, fu rapita in provincia di Lucca. I sequestratori chiesero miliardi di lire, ma dopo 40 giorni la polizia riuscì a ritrovarla viva in Sicilia.

Nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 1983, a Lugliano di Bagni di Lucca, una banda fece irruzione nell’abitazione della famiglia di Elena Luisi. La bambina aveva appena 17 mesi: i sequestratori aggredirono la madre e i nonni materni e portarono via Elena. Il padre Rino, che lavorava nell’organizzazione di viaggi turistici, quella sera era fuori casa. Il caso provocò immediatamente un’enorme mobilitazione nazionale.

Polizia
Polizia – newsmondo.it

Elena Luisi: cinque miliardi di lire per una bambina di 17 mesi

La famiglia era benestante: il nonno materno era proprietario della Italvetro. Meno di una settimana dopo il rapimento arrivò la prima richiesta: 5 miliardi di lire di riscatto. Seguirono telefonate effettuate da diverse località per rendere difficile l’individuazione della banda. Il 19 ottobre, persino Papa Giovanni Paolo II intervenne pubblicamente, chiedendo ai sequestratori di restituire la bambina alla famiglia.

Gli investigatori sospettarono che qualcuno vicino all’attività della famiglia avesse fornito informazioni ai rapitori. L’attenzione si concentrò su Francesco Chillè, rappresentante siciliano che aveva avuto rapporti di lavoro con l’azienda del nonno. Pedinato insieme a Egidio Piccolo, venne fermato a Ferrara. Gli investigatori trovarono con lui una fotografia Polaroid di Elena, utilizzata dai rapitori come prova che fosse ancora viva. Messo sotto pressione, Chillè indicò i complici e spiegò che la bambina si trovava in Sicilia.

Abbandonata sulla strada e trovata viva

Nelle prime ore del 25 novembre 1983, investigatori e forze dell’ordine raggiunsero la provincia di Messina. In un casolare trovarono una pentola con della minestra ancora tiepida: i carcerieri erano fuggiti da pochissimo portando Elena con loro. Più tardi, nei pressi di Pace del Mela, una pattuglia vide qualcosa sul ciglio della strada. Era la bambina, abbandonata dai sequestratori e riuscita a uscire dal contenitore nel quale era stata lasciata. Gattonava sull’asfalto sotto la pioggia e rischiava l’assideramento.

Elena venne portata in ospedale e risultò fuori pericolo. La sua liberazione, dopo circa 40 giorni di prigionia, fu accolta in tutta Italia come un evento straordinario. Un rapporto parlamentare sui sequestri avrebbe poi classificato quello di Elena come opera di sei persone di ambiente borghese e piccolo-borghese, non appartenenti alle tradizionali organizzazioni specializzate nei sequestri di persona.

Il processo arrivò fino in Cassazione. Nell’ottobre 1985 furono confermate le pene definitive: 21 anni a Francesco Chillè, 22 a Egidio Piccolo, 16 a Gaetano Fugazzotto, 15 a Salvatore Alacqua, 7 a Luigina Mazzeo e 6 a Carmela Italiano. Il sequestro di Elena Luisi ebbe quindi un epilogo rarissimo nella stagione italiana dei rapimenti: la bambina fu ritrovata viva, nessun riscatto dovette comprarne la libertà e l’intera banda principale venne condannata.

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ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2026 12:18

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