Il ministro degli Esteri e quello della Difesa sono andati in missione per favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo.

Nessun accordo è stato raggiunto tra Serbia e Kosovo in quella che è diventata la battaglia delle targhe al confine dei due paesi. La tensione resta alta nei Balcani occidentali per questo il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani e il ministro della difesa Guido Crosetto si sono recati a Belgrado e a Pristina per favorire il dialogo tra le due parti. Al termine del viaggio i due ministri si sono detti soddisfatti per l’apertura al dialogo mostrata dai due paesi.

La questione va avanti da mesi e risale all’avviso del capo del governo kosovaro Kurti ai cittadini di etnia serba che vive nel nord del paese di convertire le loro targhe diventate ormai obsolete. I disordini civili e le proteste non hanno smosso la decisione del governo di Pristina. La mediazione a Bruxelles è fallita ma sembra che la visita dei due ministri italiani con i rispettivi omologhi serbi e kosovari possa aprire qualche spiraglio.

L’obiettivo della missione italiana è quello di giungere ad un compromesso per risolvere questa questione I disordini nei Balcani occidentali svegliano vecchi fantasmi e allertano l’Italia e l’Europa in un momento non facile per gli equilibri internazionali. Ma la questione del Kosovo resta aperta dal 2008 quando si è proclamato indipendente. E ogni turbamento può creare un’escalation.

Guido Crosetto
Guido Crosetto

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

I ministri italiani nei Balcani

“Non è una visita casuale quella organizzata qui, è il segno che l’Italia vuole essere protagonista nei Balcani, vuole avere un ruolo di primo piano, essere portatrice di pace” ha detto Tajani. “Fin dall’inizio del peggioramento della situazione, nei colloqui con Vucic e Kurti, ho detto che non servono iniziative unilaterali per risolvere il problema” ha precisato il capo della Farnesina.

L’Italia è impegnata nel Kosovo con ottocento uomini circa ed è a capo della forza Nato del Kosovo, il Kfor. Il nostro paese ha una grande responsabilità nel paese balcanico e nella regione che resta in una situazione complessa. “Abbiamo deciso di portare a livello politico lo stesso peso che abbiamo avuto qui dal punto di vista militare finora – ha spiegato il Ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Se l’obiettivo di Kosovo e Serbia è quello di entrare nella grande famiglia dell’Europa, in una famiglia bisogna saper convivere e, quando due membri di una famiglia futura magari non vanno d’accordo, la responsabilità degli altri membri della famiglia è di farli sedere a tavola e farli mettere d’accordo in modo che nessuno dei due, però, si senta alla fine trattato in modo diverso rispetto all’altro” ha sottolineato il ministro.

Anche da parte kosovara l’arrivo a Pristina dei due ministri italiani è stato accolto positivamente. “Vogliamo più Italia ai nostri confini” ha detto il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 23-11-2022


Navi Ong, Ue: “Coordinamento tra Stati”

Malan (FdI): “Omosessualità è abominio”