Sergio Curreli, allevatore di Arbus, è il nome legato al duplice omicidio di due turisti tedeschi avvenuti nel 1982 e ad altri delitti avvenuti in Sardegna negli anni successivi.
Il trascorrere degli anni non ha alleviato il peso della vicenda di Sergio Curreli, un caso che ancora scuote nel profondo la memoria locale. Nato ad Arbus nel 1960, è il nome rimasto legato al “Mostro di Arbus”, espressione con cui la cronaca sarda ha indicato l’uomo poi condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di una coppia di turisti tedeschi e per altri delitti avvenuti tra gli anni Ottanta e Novanta. La sua figura è tornata a far discutere anche di recente, perché attorno a quella vicenda restano ancora dubbi, ricostruzioni dure e una lunga scia di sangue che ha segnato l’isola.
Sergio Curreli: il duplice omicidio del camper e il caso che sconvolse Arbus
Il delitto che ha reso Sergio Curreli uno dei nomi più noti della cronaca sarda risale al settembre 1982. Le vittime erano i turisti tedeschi Siegfried Heilmann, 41 anni, e Marie Heide Jäger, 25 anni, trovati senza vita in un camper Volkswagen nella zona di Piscinas, sul litorale di Arbus.
Secondo la ricostruzione poi emersa, i due furono uccisi a fucilate all’interno del mezzo. Per anni quel duplice omicidio restò senza colpevole e, proprio per le modalità del delitto contro una coppia isolata, venne perfino avvicinato nell’immaginario a quelli del Mostro di Firenze.

La svolta arrivò solo nel 1992, quando Curreli venne arrestato. Secondo le ricostruzioni disponibili, dopo un primo silenzio ammise il duplice omicidio dei turisti tedeschi, indicando particolari che gli investigatori ritennero compatibili con il fatto. Nelle versioni circolate negli anni, il movente raccontato da lui fu una vendetta maturata dopo che il camper della coppia avrebbe investito la sua cagnetta da caccia, ma questo resta il movente da lui riferito in confessione. Il processo si concluse con la condanna all’ergastolo.
Gli altri delitti, l’ergastolo e il nome rimasto nella cronaca nera sarda
Il caso Curreli non si fermò però al solo duplice omicidio del 1982. Le ricostruzioni giudiziarie e giornalistiche lo collegano infatti anche ad altri delitti avvenuti in Sardegna negli anni successivi, tra cui l’omicidio del pastore Antonio Frau nel 1986, quello del macellaio Luigi Melis nel 1990 e quello di Modeno Tuveri nello stesso anno. È proprio questa sequenza a spiegare perché il suo nome sia rimasto impresso come uno dei più inquietanti della storia criminale sarda.
Negli anni successivi Curreli è tornato nelle cronache anche per un altro procedimento: nel 2011 La Nuova Sardegna lo indicava già come detenuto all’ergastolo e rinviato a giudizio per falsa testimonianza in un diverso caso relativo a un agguato contro due carabinieri. Ma il punto centrale della sua storia non è cambiato: il nome di Sergio Curreli resta legato soprattutto al massacro della coppia tedesca nel camper e a quella lunga catena di delitti che ha trasformato un allevatore di Arbus in uno dei volti più cupi della cronaca nera italiana.