Sesso in cambio di una maglia da titolare, due allenatori di calcio in manette

A Torino in scena la morte del Calcio e delle passioni: chiedeva sesso in cambio di un posto da titolare, allenatore ventenne agli arresti domiciliari

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Torino. Si solleva il sipario su una vicenda in grado di uccidere la moralità del gioco del Calcio e, cosa ben peggiore, i sogni di un gruppo di giovani che, come tanti ragazzi in Italia e nel mondo, vogliono giocare a calcio, magari facendone un domani il lavoro della propria vita, magari semplicemente per divertirsi.

La vicenda

Chiedeva sesso in cambio di un posto da titolare in squadra l’allenatore ventenne incastrato dalle indagini della Polizia postale di Torino e finito ora agli arresti domiciliari. È finito invece in carcere il collega più anziano, il quale sfruttava il giovane allenatore per ottenere e collezionare materiale pedopornografico. È scattato invece l’obbligo di firma per un arbitro che, con la scusa di praticare massaggi tonificanti, tentava approcci sessuali espliciti con i ragazzi

Adesso basta!

È questo lo scenario emerso dalle indagini iniziate circa un anno fa dagli uomini della polizia postale di Torino che hanno così fatto luce su un dramma umano prima che sportivo, un sottile e perverso gioco psicologico ai danni di ragazzi colpevoli solo di inseguire un sogno o di coltivare una passione. Emerge con chiarezza la mancanza di un adeguato controllo nell’ambito del calcio giovanile, lì dove giovani uomini crescono con una speranza e si affidano a chi diventa poi il proprio aguzzino.

Adesso basta, il Calcio è ben altro.