Luce sul Settlement Agreement e sui rischi che corre il Milan

Settlement Agreement, il Milan in attesa delle indicazioni dell’UEFA: ecco cosa rischiano i rossoneri.

Tra il ritiro forzato dopo l’umiliante sconfitta rimediata in campionato contro il Verona, il caso Gianluigi Donnarumma, ancora tutto da chiarire, e il mercato alle porte, in casa Milan non può passare in secondo piano il Settlement Agreement. Dopo la bocciatura del Voluntary Agreement, infatti, l’UEFA dovrà far sapere ai rossoneri le condizioni per il piano di rientro nelle normative stabilite dal Fair Play Finanziario.

Settlement Agreement, cos’è?

Ma partiamo dalle basi e proviamo a spiegare cos’è il Settlement Agreement. A differenza del Voluntary Agreement, il settlement agreement è previsto in maniera specifica dal regolamento del fair play finanziario dell’Uefa ed è di fatto un patteggiamento tra club e organismi di controllo dell’associazione. È di fatto un patteggiamento imposto a quei club che non hanno rispettato i parametri economici e finanziari fissati dalle normative europee.

Settlement Agreement, cosa rischia il Milan?

Secondo quanto riportato da Marco Bellinazzo, noto giornalista de Il Sole 24 Ore, il Milan dovrebbe incorrere in sanzioni simili a quelle comminate all’Inter, chiamata a chiudere il bilancio 2015/16 con un deficit massimo di 30 milioni, sanzionata con una multa da 20 milioni (6 fissi più 14 solo in caso di mancato rispetto dei patti) e sottoposta a limiti di mercato (tra cui il famoso tetto per i salari).

Il set di sanzioni dovrebbe prevedere: una multa fra i 5 e i 10 milioni, più altri 15 condizionati al raggiungimento dei risultati, limiti al mercato, tetto agli stipendi e rosa ristretta in Europa – fa sapere Bellinazzo dalle colonne di Goal.comDifficile che la Uefa si spinga oltre. Tuttavia, Nyon non è tuttora convinta della solidità patrimoniale della proprietà cinese del Milan. Le due condizioni poste in sede di voluntary (il rifinanziamento immediato del debito e il deposito di garanzie bancarie da oltre 150 milioni sulle perdite future) difficilmente potranno essere chieste in primavera, in quando assolutamente irrituali in sede di settlement. Non c’è dubbio tuttavia che se il Milan dovesse avere comunque già risolto la pratica trovando un finanziatore alternativo a Elliott Nyon apprezzerebbe molto e potrebbe perciò imporre sanzioni meno pesanti al club“.

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ultimo aggiornamento: 21-12-2017

Nicolò Olia

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