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Shamonda virus, prima vittima umana: sintomi e situazione
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Shamonda, il virus è diventato mortale per l’uomo: “In Italia dall’estate”

un medico con delle provette di sangue in laboratorio

Massima allerta al virus Shamonda che ha fatto la sua prima vittima umana. La situazione, i sintomi e i pericoli in Italia.

Per la prima volta al mondo è stata accertata un’infezione umana da virus Shamonda (SHAV), un agente patogeno finora conosciuto per la sua circolazione negli animali. Il caso è stato segnalato in Francia dai ministeri dell’Agricoltura e della Sanità e riguarda un paziente gravemente immunodepresso, già in cura per una seria patologia presso gli Hospices Civils de Lyon. L’uomo è morto all’inizio di ottobre. Le autorità ritengono molto probabile un collegamento tra l’infezione virale e le complicazioni cerebrali riscontrate, ma sono ancora in corso gli accertamenti per confermare questa ipotesi.

alcuni campioni in provetta di laboratorio

Virus Shamonda: cosa è e sintomi

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sono stati informati. Il caso viene considerato eccezionale e legato alle condizioni particolarmente fragili del paziente. Al momento non sono stati individuati rischi per la popolazione generale, né prove di trasmissione diretta dai bovini all’uomo o da persona a persona. L’ipotesi ritenuta più probabile è che l’infezione sia stata provocata dalla puntura di un moscerino del genere Culicoides nella Francia orientale.

La segnalazione arriva dopo la prima identificazione del virus negli animali da allevamento europei, avvenuta nell’estate 2026. I primi sintomi negli animali sono stati osservati a giugno, mentre il virus è stato individuato a fine luglio. Da allora la sua presenza è stata documentata in numerosi Paesi europei, compresa l’Italia, dove la circolazione è stata rilevata per la prima volta nell’agosto 2026, in allevamenti di bovine da latte nelle province autonome di Trento e Bolzano e in alcuni bovini provenienti dalla Francia.

Negli animali, lo SHAV può provocare febbre, letargia, diarrea e una diminuzione della produzione di latte. La fase acuta dura generalmente dalle due alle tre settimane. Sono stati segnalati anche casi sporadici nei cavalli e nelle pecore. Particolare attenzione riguarda la gestazione, durante la quale l’infezione può essere associata ad aborti e gravi malformazioni fetali.

La situazione in Italia

In Italia, il Ministero della Salute raccomanda di rafforzare la sorveglianza clinica e diagnostica negli allevamenti e di adottare misure contro gli insetti vettori. Attualmente non esistono vaccini specifici e l’infezione non è soggetta a notifica obbligatoria nell’Unione europea.

“Non abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive emergenti” è l’appello di Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, che sottolinea l’importanza della prevenzione. L’esperto richiama inoltre il modello One Health, fondato sulla collaborazione tra sanità pubblica, medicina veterinaria e tutela ambientale, per individuare tempestivamente nuovi rischi.

Per la popolazione, il rischio resta molto basso secondo le informazioni disponibili. Non sono state individuate minacce legate al consumo di carne o latte e non sono previste restrizioni alla commercializzazione degli alimenti. Le normali precauzioni contro le punture di insetti, come indumenti coprenti e repellenti, restano comunque utili durante i mesi più caldi.

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ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2026 9:58

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