La strategia “zero Covid” della Cina non sta funzionando ma sta avendo un grave impatto sull’economia.

La situazione a Shangai sta precipitando. Il governo di Xi Jinping si rifiuta di rivedere la strategia zero Covid e costringe la popolazione ad un lockdown disumano. Le persone sono costrette a rimanere in casa per non diffondere il contagio. Le proteste e le violente risse per le strade contro la polizia fanno pensare ad una vera dittatura sanitaria che sta colpendo la Cina. Ma questo si sta ripercuotendo sugli scambi commerciali.

Questa nuova ondata di Covid ha colpito principalmente la città di Shangai che è il polo commerciale della Cina. Il lockdown rigido imposto dalle autorità cinesi si sta ritorcendo contro il paese stesso. per non fermare l’economia, ora il governo ha pensato ad una nuova soluzione: i lavoratori dovranno vivere in ufficio. Per non diffondere il contagio e contenere la popolazione ma allo stesso tempo non subire del blocco economico del lockdown, il governo ha pensato di rinchiudere negli uffici anzichè nelle abitazioni o nei centri anti-Covid i lavoratori.

In questi centri anti-Covid sono stati messi anche bambini piccoli, strappati alle famiglie in modo brutale. Questo è un altro fattore che sta facendo insorgere la popolazione contro le scelte del governo. Così come la mancanza di cibo e i droni alla finestra che li controllano.

Bandiera Cina
Bandiera Cina

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I rallentamenti degli scambi commerciali causati dal lockdown di Shangai

Questo sistema però sta mettendo in difficoltà il commercio marittimo a Shangai il cui porto è uno dei più produttivi al mondo. Qui stanziano container di import e export fino a due settimane prima di viaggiare verso la loro destinazione generando un grave rallentamento negli scambi commerciali. Gli operai vivono nel porto nella loro bolla in modo da mandare avanti l’attività produttiva ma le merci devono restare in attesa per almeno dodici giorni in mancanza di camion.

I pochi autisti che ci sono faticano a raggiungere Shangai a causa delle limitazioni imposte dal lockdown. Questo ha generato un rallentamento a catena, creando un traffico di navi in prossimità del porto dove si stanno creando lunghe file di navi merci. Secondo le analisi il 20% delle navi container attive nel mondo è bloccata in attesa di entrare in porto, un terzo delle quali in Cina.

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ultimo aggiornamento: 22-04-2022


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