Shelby Cobra Daytona: la storia

La Shelby Cobra Daytona, straordinaria vettura da corsa degli anni Sessanta, deve il proprio mito agli spettacolari duelli ingaggiati con le Ferrari nel Campionato del Mondo Sport Prototipi.

Nei primi anni Sessanta, durante quella che passò alla storia come la guerra Ferrari-Ford, il magnate americano Henry II Ford, nel tentativo di mettere in difficoltà l’irriducibile Enzo Ferrari che si era rifiutato di vendergli l’azienda e diventare di fatto un suo sottoposto, schierò in pista un incredibile numero di straordinarie vetture da competizione da contrapporre alle Rosse.

Ecco dunque, nel prestigioso e seguitissimo Mondiale Sport Prototipi, le Ford GT 40 contro le Ferrari P3 e P4. Nella categoria Gran Turismo le avversarie si chiamavano 250 GTO e 250 Le Mans, per batterle Ford chiese aiuto al pilota-costruttore americano Carroll Shelby che aveva ideato una straordinaria vettura da corsa, l’AC Cobra, capace di fare faville nelle gare americane.

Dalla collaborazione nacque la Ford AC Cobra Daytona Coupé, presto nota nel mondo delle corse come Shelby Cobra Daytona. Shelby puntò tutto su aerodinamica e velocità creando un vero missile. Disegnata dall’ex designer della General Motors Pete Brock, la Daytona Coupé venne costruita senza avvalersi della galleria del vento, ma in base soprattutto ai consigli dell’ingegnere e pilota britannico Ken Miles. Come motore fu adottato il Ford small-block V8 da 400 CV.

Tuttavia sulle piste “guidate” europee non riuscì a battere le Ferrari. Diverso il discorso negli Stati Uniti dove nei velocissimi “catini” come Daytona divenne un mito. Henry Ford per nulla soddisfatto del secondo posto nel mondiale costruttori dietro a Ferrari chiese alla carrozzeria Grandsport di Modena di intervenire sui telai e rendere le Shelby Cobra Daytona adatte anche ai tormentati circuiti europei.

L’intervento ottenne il risultato voluto. Nel 1965 le Daytona Coupé vinsero le gare di Daytona, Sebring, Nürburgring e Reims che valsero la conquista del titolo mondiale, anche se quell’anno Enzo Ferrari, per una disputa con la Federazione Internazionale dell’Automobile, ritenuta troppo favorevole a Ford, non schierò le proprie vetture in veste ufficiale, ma le affidò a scuderie private.

ultimo aggiornamento: 23-07-2015

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