Il TFR è la somma di denaro che viene accantonata dall’azienda per tutti i lavoratori dipendenti e viene resa disponibile nel momento in cui il rapporto di lavoro termina.

Ogni dipendente può scegliere se mantenere il tfr in azienda oppure averlo in busta paga con la retribuzione come quota mensile.

Nel dettaglio che cosa bisogna fare per avere il TFR?

Dopo la cessazione del rapporto lavorativo, si può ottenere il trattamento di fine rapporto, ovvero una retribuzione differita nel tempo che aumenta per ogni anno di lavoro e a cui hanno diritto tutti i lavoratori subordinati.

E’ possibile richiedere al datore di accantonare il TFR in un fondo di previdenza complementare, sfruttando il vantaggio di deducibilità fiscale dei contributi versati, con la possibilità di ottenere in seguito una pensione integrativa. E’ utile ricordare che stiamo parlando di una forma di previdenza alternativa che si aggiunge a quella obbligatoria ma non va in alcun modo a sostituirla.

Quanto risulta possibile anticipare il TFR?

Per essere in regola è poter richiedere un anticipo del TFR è necessario aver maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore e ovviamente l’importo non dove superare il 70% dei soldi accantonati. Inoltre la richiesta deve essere presentata da particolari esigenze, come spese sanitarie per condizioni gravi, per l’acquisto della casa per se o per i figli e ovviamente deve essere comprovata con ricevute e fatture relative alle spese che si devono pagare per la salute.

Ricordiamo che il TFR è soggetto a una tassazione di tipo separato, ovvero un regime fiscale che viene applicato a tutti i redditi creati a lungo termine, che vengono percepiti tutti insieme nello stesso momento e quindi con un solo periodo di imposta. I calcoli per l’imposta dipendono dal periodo di maturazione delle quote, dal reddito di riferimento e dall’aliquota media da applicare.

certificato_unicasim


Assegno Nucleo Famigliare 2017 ciò che occorre sapere

Calcolare il finanziamento per l’acquisto di un auto