Allarme siccità, alcune regioni italiane chiedono al Governo lo stato di calamità a causa della carenza di acqua.

A causa dell’allarme siccità alcune regioni stanno chiedendo lo stato di calamità. Il fiume Po è in secca, una situazione simile non si verificava da settanta anni. Il caldo record di quest’anno, insieme alla mancanza di precipitazioni, contribuiscono ad aggravare la situazione. La siccità sta causando un’importante crisi idrica. I comuni si stanno adoperando con delle misure per evitare gli sprechi.

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Il problema della siccità sta diventando cruciale per alcune regioni. Entro la fine della prima settimana di luglio dovrebbe essere proclamato lo stato di emergenza. Molto probabilmente, i comuni sospenderanno l’erogazione dell’acqua anche in alcune fasce diurne oltre che durante la notte.

Le regioni chiedono lo stato di calamità, ed il Governo, in attesa che si dichiari lo stato di emergenza, ha in programma di stanziare dei ristori alle aziende agricole che rischiano di perdere i raccolti. L’Autorità di bacino del Po ha annunciato l’allarme rosso. La situazione di secca del Po è veramente critica.

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La prima ordinanza

Donatella Tesei, presidente dell’Umbria, ha firmato due ordinanze con validità da oggi 4 luglio. Secondo quanto previsto nella prima, è pervista una limitazione degli attingimenti a tutela delle risorse idriche del territorio regionale “in aggiunta alle prescrizioni già impartite nelle autorizzazioni rilasciate (concessioni e licenze)” dai “corpi idrici del territorio regionale, ad esclusione dello specchio lacustre del Lago Trasimeno, del Lago di Piediluco, del Fiume Nera e del Fiume Velino per i quali rimangono valide le prescrizioni impartite nelle concessioni/autorizzazioni all’attingimento.”

La seconda ordinanza

Invece, nella seconda ordinanza, Donatella stabilisce ”nelle aree interessate dei Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve e Paciano della provincia di Perugia: il divieto assoluto di prelievo di acque dagli affluenti immissari del Lago di Chiusi, da attuarsi su tutto il bacino idrografico del lago nonché il divieto assoluto di prelievo di acque dai pozzi che attingono nei terreni alluvionali del subalveo lacuale ad esclusione dei prelievi destinati all’uso potabile”.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, il presidente Stefano Bonaccini ha firmato per primo la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale. I comuni dell’Emilia sono stati invitati a emettere ordinanze per la riduzione degli utilizzi non indispensabili, per esempio lavare l’auto. 

Il Governo dovrebbe quindi a breve dare il via libera per la dichiarazione dello stato d’emergenza per le regioni Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Friuli e Veneto. Il commissario straordinario verificherà l’adozione da parte delle Regioni delle misure per razionalizzare i consumi e segnalerà le inadempienze dei gestori.

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ultimo aggiornamento: 04-07-2022


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