Sigarette elettroniche, i medici approvano la riduzione del danno

Sigarette elettroniche, i medici approvano la riduzione del danno

Nei giorni scorsi si è tenuto a Firenze un panel dal titolo “La gestione del paziente fumatore”, nell’ambito dei lavori per il XXXVI Congresso della SIMG, ovvero la Società Italiana di Medicina Generale.

Nell’occasione, i medici di medicina generale hanno espresso parere favorevole all’introduzione ed alla promozione di strumenti alternativi che possano allontanare i tabagisti dalle sigarette tradizionali, mettendo in atto una politi di riduzione del rischio.

In particolare, come sottolinea la nota stampa della Lega Italiana Anti Fumo, “dispositivi alternativi a tabacco riscaldato e non combusto possono essere valide armi in un percorso di cessazione. Ma serve l’aiuto e il supporto del personale medico e sanitario a cui si rivolgono i fumatori intenzionati a smettere”.

Una ricerca presentata dalla stessa SIMG in occasione del Congresso ha evidenziato come quasi un medico su due non conosca né le sigarette elettroniche né i dispositivi a tabacco riscaldato (il campione di ricerca era costituito da 400 medici). Di contro, il 57% dei medici di medicina generale si è pronunciato in maniera favorevole all’utilizzo della sigaretta elettronica come strumento per la riduzione del danno nell’ambito di un percorso di completa cessazione. Lo studio è stato condotto da Letizia Rossi, medico di medicina generale a Perugia; intervenuta nel corso del Congresso di Firenze ha dichiarato:

sigaretta elettronica
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/e-sigaretta-vaping-1301664/

Abbiamo condotto un’indagine dalla quale emerge che sussiste ancora una scarsa conoscenza relativa ai prodotti a basso rischio ma i medici si sono detti disponibili ad apprendere e conoscere l’utilizzo di questi metodi e strumenti che andrebbero inseriti in un percorso medico strutturato con un medico che segue e consiglia sempre il paziente. Il rischio” – ha aggiunto la Rossi – “è che molti fumino sigaretta elettronica e convenzionale in maniera autonoma e dunque non vi siano benefici; è necessaria una formazione per i medici per capire il funzionamento e gli effetti positivi di questi strumenti e per fornire una corretta e continua attività di consulenza”.

L’intervento di Damiano Parretti

Da registrare anche l’intervento di Damiano Parretti, Responsabile Nazionale Simg dell’Alta scuola e della macro-area Cronicità, il quale ha sottolineato che “dobbiamo farci guidare dalla consapevolezza che il fumo provoca seri danni sia a livello cardiovascolare che oncologico. È necessaria la giusta sensibilità per avviare un percorso di counselling personalizzato; dobbiamo spiegare a chi non riesce a smettere che i sistemi a rischio ridotto comportano una sostanziale riduzione dell’introduzione di sostanze nocive all’interno dell’organismo”; chiosa dedicata ai casi di ‘polmonite da svapo’ registrati negli Stati Uniti che Parretti spiega così: “La deposizione di vitamina E acetato utilizzata come addensante per l’immissione nelle sigarette elettroniche di prima generazione (quindi dispositivi aperti) di sostanze varie quali tetracannabinoidi”.

Quanto emerso dal Congresso del SIMG è in linea con politiche ad ampio spettro già diffuse in alcuni paesi europei, come ad esempio il Regno Unito dove il Ministero della Salute sta attuando misure concrete per combattere il tabagismo anche per mezzo delle sigarette elettroniche. L’Italia è ancora indietro da questo punto di vista ma rispetta in pieno le normative che regolano la commercializzazione dei prodotti da ‘svapo’, avendo recepito la relativa direttiva europea. Nel nostro paese è possibile acquistare i device elettronici e i flaconi di liquido sia presso i negozi fisici sia tramite store online autorizzati (come ad esempio vaporoso.it) che siano in possesso dell’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia dei Monopoli di Stato. In Italia, infatti, i liquidi fanno parte dei beni del Monopolio di Stato e sono soggetti ad un regime di tassazione differenziato, che grava maggiormente sui prodotti che contengono nicotina. Inoltre, le normative italiane, congruenti con quelle applicate nel resto dell’Unione Europea, prevedono precisi limiti quantitativi e qualitativi per la vendita dei prodotti per il vaping, a tutela della salute dei consumatori.

ultimo aggiornamento: 20-12-2019

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