Simone Veil: magistrata e politica
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Direttore: Franco Ferraro

Le protagoniste: Simone Veil – La dignità umana

Simone Veil in abito blu

Figura eminente della memoria della Shoah, Simone Veil è stata una magistrata e politica francese, sepolta insieme al marito nel Pantheon, unica donna da oltre cento anni.  

Nata a Nizza il 13 luglio 1927 da ebrei parigini, Simone fece appena in tempo a conseguire la maturità prima che lei e la sua numerosa famiglia, nel marzo del 1944, fossero deportati a Auschwitz. Sul braccio le fu tatuato il numero 78651.

Trasferita con la madre e le sorelle nei campi di Bobrek e poi Bergen-Belsen, quando il 14 aprile 1945 gli inglesi liberano il campo, Simone e la sorella erano le uniche sopravvissute. 

Tornata in Francia con l’anima distrutta, Simone si sposa, si laurea in giurisprudenza, diviene magistrata e collabora con il ministero della Giustizia. Pur non avendo appartenenze politiche, nel 1974 è nominata Ministra della Salute: la nomina rappresentò una novità, anche perché fu una delle prime donne ministra. Nel suo ruolo Simone riesce ad ottenere dall’Assemblée Nationale l’approvazione della legge sull’aborto, nota proprio come “Legge Veil”. Il dibattito fu estenuante e a tratti violento: un parlamentare oltranzista arrivò a deporre un feto sotto formalina sul banco dei ministri.

Simone Veil in abito blu
Simone Veil è stata una magistrata e politica francese – newsmondo.it

La legge passò, inizialmente come sperimentale, depenalizzando l’aborto, sino ad allora illegale e prevedendo la possibilità per la donna di decidere volontariamente di interrompere la gravidanza sino alla quattordicesima settimana dal concepimento e di accedere per abortire, a costo del Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture sanitarie pubbliche.

Veniva così eliminato il tragico fenomeno degli aborti clandestini. La legge italiana, emanata qualche anno dopo, ricalca la legge Veil anche se, rispetto alla normativa francese, pone l’accento più sulla tutela della maternità che sul diritto all’aborto. Del resto, la Francia è stato il primo paese, nel 2024, a riconoscere l’aborto come diritto costituzionale.

Prima donna Presidente del Parlamento

Conclusa l’esperienza di Ministra, nel 1979 Simone diventa la prima donna Presidente del Parlamento Europeo e anche il primo Presidente a presiedere un Parlamento eletto dai cittadini. Nuovamente riconfermata, torna in seguito a fare la ministra e, infine diviene membro del Consiglio Costituzionale.

Frattanto, nel 2000, è prima co-fondatrice, poi Presidente e infine Presidente Onorario della Fondazione per il ricordo della Shoah, un’organizzazione no profit che ha il fine di promuovere gli studi sulla Shoah e assicurane il ricordo.

Figura eminente nel contribuire a mantenere viva la memoria della Shoah, Simone ha sempre sostenuto non un “dovere di memoria” imposto a tutti, ma la conoscenza completa della storia nelle sue pagine più oscure — la Shoah e gli altri genocidi — e delle sue poche pagine luminose, come quelle scritta dai Giusti.

A dirci tutto di lei è la sua spada di accademica. Nel 2008 Simone viene eletta al primo turno all’Académie française. I sui componenti, chiamati gli “Immortali” hanno ciascuno come simbolo una spada decorata con gli elementi che più lo caratterizzano. Sulla sua spada Simone fece incidere il suo numero di matricola di Auschwitz, il n. 78651, simbolo della barbarie nazista e della disumanizzazione operante nei campi.

Vi fece inoltre figurare il motto repubblicano «Liberté, Égalité, Fraternité» e quello dell’Unione europea «Unita nella diversità». Sul pomolo volle una tartaruga, simbolo di coriacea resistenza, mentre sulla manica due mani si stringono, in segno della riconciliazione fra i popoli. Sul dorso delle mani appaiono una fiamma, in ricordo dei forni crematori, e un ramo d’ulivo che rappresenta la pace. La guardia è decorata con dei volti femminili a simboleggiare le sue lotte in favore delle donne.

È questo il segno del suo percorso e delle sue battaglie per la dignità umana

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ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2026 17:47

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