Siria, si combatte nonostante il ‘cessate il fuoco’. Assad: “Non si può ancora dire che la guerra sia finita fino a che non si eliminano i terroristi in Siria

Siria – Dura poco più di due ore la tregua raggiunta in Siria dopo l’accordo per il ‘cessate il fuoco’ raggiunto tra Russia e Turchia ed entrato in vigore dalla mezzanotte locale. Secondo quanto riferito dall’Osservatorio, i ribelli avrebbero violato la tregua e conquistato una posizione nella provincia di Hama. Un gruppo ribelle, invece, ha accusato il governo di aver iniziato il bombardamento dei villaggi di Atshan e Skeik nella provincia di Idlib, che confina proprio con quella di Hama.

Accordi fragili e massima attenzione

Poco fa è arrivata la comunicazione che poche ore fa è avvenuto un evento che noi non soltanto abbiamo aspettato a lungo ma su cui abbiamo lavorato molto per renderlo possibile. Gli accordi sono fragili e hanno bisogno di pazienza e attenzioni particolari“. Con queste parole il presidente russo Vladimir Putin aveva accolto la notizia dell’accordo raggiunto con la Turchia, invitando però alla calma e alla massima attenzione in un territorio flagellato da combattimenti anche non convenzionali e che vede in scena gruppi di combattenti che non rispondono ad alcun accordo internazionale.

Assad: “In questo momento c’è un altro aspetto fondamentale del problema, che è il supporto occidentale ai terroristi

Queste le parole del presidente siriano Assad ai microfoni di Mediaset: “Non si può ancora dire che la guerra sia finita fino a che non si eliminano i terroristi in Siria. I terroristi purtroppo godono ancora di supporto esterno da parte di altri paesi. Tra questi la Turchia, il Qatar, l’Arabia Saudita, e anche molti paesi Occidentali. Ma la sconfitta dei terroristi ad Aleppo è un passo importante verso la fine della guerra. Alla fine l’unico modo per risolvere il problema in Siria credo possa essere che tutti possano perdonarsi a vicenda. Il problema non è solo l’Isis. Possiamo parlare di Isis, di Al-Nusra o di altre organizzazioni con la stessa mentalità ed ideologia oscurantista. Il primo problema di tutte queste organizzazioni è l’ideologia wahabita. Se non ci si confronta con questa ideologia in Europa, qui in Siria e nel resto del mondo, non si possono affrontare l’estremismo e il suo prodotto che è il terrorismo nel mondo. Se non ti confronti con l’ideologia stai affrontando solo parzialmente il problema. In questo momento c’è un altro aspetto fondamentale del problema, che è il supporto occidentale ai terroristi. Magari non all’Isis in quanto tale ma ad altre diverse etichette, come ad esempio “moderati”, “elmetti bianchi”… Danno nomi che sembrano quelli di associazioni umanitarie per avere una copertura e raggiungere i loro obbiettivi politici. La priorità dei governi europei non è la lotta al terrorismo, ma usare queste “carte” per cambiare governi e eliminare presidenti non graditi. Con queste politiche non si vince contro il terrorismo nel mondo, e questo spiega perché non sia cambiato niente in Europa, dove i terroristi colpiscono ancora liberamente perché le autorità occidentali non hanno un metodo serio nell’aggredire questo problema”.

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ultimo aggiornamento: 30-12-2016


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