Smartphone alimentati a funghi – le batterie del futuro saranno “bio”

Secondo uno studio dell’Università della California, un giorno potremmo vedere sugli scaffali batterie, powerbank e smartphone alimentati a funghi

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La durata e l’efficienza delle batterie sono temi molto cari alla ricerca commerciale, e il motivo è presto detto. Nell’era degli smarphone, la dipendenza da presa elettrica è ormai una costante, tristemente nota, per esempio, a chi viaggia per lavoro. Ottenere batterie sempre più capaci ed efficienti, che però non ci riportino nell’era dei “cellulari a valigetta”, è senza dubbio una priorità.

Le batterie agli ioni di litio che equipaggiano qualsiasi dispositivo mobile moderno sono già una grande conquista, ma per renderle sempre migliori si fa molta ricerca nel campo delle nanotecnologie. Fino a oggi la strada però è sempre stata simile per tutti gruppi di ricerca: la produzione di grafite sintetica con un processo chimico piuttosto impegnativo e inquinante. Il ricercatore Mihri Ozkan ha però scelto una strada diversa, cercando di ottenere microcomponenti usando la pelle dei funghi, trattata con il calore.

Il risultato è stato interessante: usando normalissimi funghi champignon, è riuscito a ottenere microscopiche strisce richhe di carbonio, che potrebbero sostituire la grafite sintetica. Se questa tecnologia si dimostrerà solida anche in produzione, potremmo davvero vedere una prossima generazione di smartphone alimentati a funghi. Scaldandoli a 1.100 gradi Celsius infatti, le fibre dei funghi Champignon diventano abbastanza porose da permettere di conservare e trasferire l’energia. Inoltre questi funghi sono particolarmente ricchi di sali di potassio, il che rende le fibre particolarmente adatte a caricarsi di energia elettrica.

Prove di riscaldamento sui funghi
Le fibre dei funghi utilizzati per le prove al microscopio, scaldati a diverse temperature – Via Nature Scientific Reports

Prima che possiamo avere gli smartphone alimentati a funghi sugli scaffali passerà ancora molto tempo, tuttavia: la ricerca è agli inizi ed è necessario verificarne la fattibilità su scala e ottimizzare il processo produttivo. Ma le nuove batterie potrebbero, secondo la ricerca, essere più economiche, più facili da costruire e soprattutto più rispettose dell’ambiente.

Fonte foto copertina: Wikimedia. Licensed under GFDL via Wikimedia Commons.