Il celebre Smithsonian Institution ha messo a disposizione un sito che ci permette di stampare in 3D gli oggetti presenti nella sua collezione.

Iniziativa curiosa ma interessante quella dello Smithsonian. Da qualche giorno ha messo online un nuovo sito Internet che ci permette di ottenere i modelli per stampare in 3D le nostre copie personali dei cimeli presenti nella sua collezione.

Lo Smithsonian è una realtà sconfinata

Quella che in Italia chiameremmo la rete museale dello Smithsonian ha fatto una cosa semplice e curiosa: ha iniziato a mettere a disposizione i modelli 3D, e i rendering relativi, di una parte degli oggetti presenti nella collezione.

Lo scopo è quello di dare l’opportunità di conoscere meglio gli artefatti, almeno in due modi. Il primo, per chi ha o può usare una stampante 3D, è quello di creare il proprio modello, anche in scala, degli oggetti che lo incuriosiscono.

Stampare in 3D raccolta modelli smithsonian

Il secondo funziona anche per chi non ha una stampante 3D. Sempre attraverso il sito infatti possiamo visitare il rendering degli oggetti presenti, cioè il modello 3D dettagliato, per avere una visione il più possibile realistica.

I modelli per la stampa 3D che lo Smithsonian ci offre gratis

Al momento, pur trattandosi di una piccola parte della collezione, sono presenti circa 120 oggetti, dai fossili alle tute da astronauta.

L’idea alla base di questo progetto è semplicemente quella di diffondere la conoscenza. Chi gestisce il museo infatti ha pensato di dare l’opportunità anche a chi non potrà mai viaggiare per vedere i cimeli e i reperti di persona, di avere almeno un’idea di cosa rappresentano.

Un interessante risvolto anche per il mondo dell’educazione: insegnanti e formatori possono usare i modelli (e la loro stampa in 3D) anche a scopo didattico.

Stampare in 3D tuta neil Armstrong

Modelli 3D: una soluzione anche per la logistica

Inoltre, pochi sanno che le reti museali grandi come quella dello Smithsonian applicano una rotazione del materiale esposto. E in questo caso, mediamente viene esposto solo l’1% della sconfinata collezione.

Questo progetto si inserisce in uno ancora più ampio, Smithsonian Digitization, che si propone di replicare e integrare l’esperienza nel museo con i nuovi strumenti digitali. Fra le esperienze, per esempio, c’è anche il modello in 3D di un Tyrannosaurus Rex, ricostruito in posa di caccia.

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ultimo aggiornamento: 16-09-2019


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