Vigilessa uccisa, svelate le inquietanti chat dell’ex comandante

Vigilessa uccisa, svelate le inquietanti chat dell’ex comandante

Nuovi dettagli sul caso della vigilessa uccisa con un colpo di pistola da parte di un ex comandante. Spuntano chat e chiamate.

Sono ancora in corso le indagini sul caso della vigilessa sparata e uccisa da parte di un ex comandante, nella sede del Comando della polizia locale di Anzola Emilia, in provincia di Bologna. In queste ore sono stati svelati nuovi dettagli che andrebbero a ricostruire una situazione ben più complicata rispetto a quella inizialmente prevista. Sebbene l’uomo si sia sempre difeso parlando di un incidente, alcune chat e chiamate farebbero pensare ad altro.

Vigilessa uccisa: le chat e le chiamate dell’ex comandante

La vicenda della vigilessa uccisa, Sofia Stefani, da parte dell’ex comandante con un colpo di pistola nella sede del Comando della polizia locale di Anzola Emilia, in provincia di Bologna, si arricchisce di nuovi dettagli. Come detto, sebbene l’uomo si sia sempre difeso parlando di un incidente, alcuni riscontri starebbero facendo pensare a nuove ipotesi. In particolare quella di una relazione tra i due finita non come ci si aspettava.

In particolare, come riportato da Fanpage che cita il Corriere di Bologna, sarebbero spuntate delle chat e delle telefonate da parte dell’uomo verso la compianta Stefani. “Non sto bene, non vivo più”, avrebbe scritto l’ex comandante. Non solo. Pare che Gualandi, questo il suo cognome, avesse ricevuto ben 15 telefonate il giorno della morte della donna, proprio da parte della vigilessa. L’ultimo circa 7 minuti prima dello sparo fatale.

Presto l’autopsia sul corpo

Maggiori dettagli verranno sicuramente a galla con l’autopsia sul corpo della donna. Nella giornata di mercoledì 22 maggio, infatti, la Procura conferirà al medico legale Arianna Giorgetti l’incarico per l’autopsia su Sofia Stefani. La speranza è che da questi esami ci possano essere dei chiarimenti non sulla morte della donna ma sulla dinamica dei fatti. Si dovrà cercare di capire se si sia trattato davvero di un incidente o meno. Il pm chiederà di verificare la traiettoria del proiettile cosa che obbligherà le autorità a procedere con accertamenti balistici.

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