I 18 pescatori sequestrati in Libia sono arrivati in Italia nella mattinata del 20 dicembre. Ad accoglierli i parenti e le autorità locali.

La mattina del 20 dicembre 2020 è finita la tragica esperienza dei pescatori sequestrati in Libia, che sono arrivati in Italia, a Mazara, accolti da decine di persone, amici e parenti che hanno voluto riabbracciare i propri cari.

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Sono tornati in Italia i pescatori sequestrati in Libia

I diciotto pescatori del Medinea e dell’Antartide sequestrati in Libia, dove sono rimasti prigionieri per più di cento giorni, sono arrivati a Mazara del Vallo verso le undici di mattina del 20 dicembre.

I pescatori sono partiti da Bengasi, dove erano trattenuti e detenuti, nella notte di venerdì. Il viaggio è durato quindi una sessantina di ore. Poche ore dopo la liberazione, ufficializzata da Luigi Di Maio e dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si erano recati a Bengasi per concludere la trattativa.

Sulla banchina del porto di Mazara del Vallo c’erano i familiari dei diciotto pescatori e le autorità, che hanno voluto dare il benvenuto ai concittadini.

Oggi è il nostro Natale, anticipato di qualche giorno. Mi auguro che questa storia sia da sprone per unire la marineria di Mazara, che nella sua storia ha subito almeno 50 sequestri; e serva al governo per risolvere la questione dei confini marittimi della Libia“, ha fatto sapere Marco Marrone, armatore del Medinea.

LUIGI DI MAIO
LUIGI DI MAIO

I controlli anti-Covid

Anche i 18 pescatori devono fare ovviamente i conti con le restrizioni legate al coronavirus. Dopo le visite da parte di un medico, i marinai si sottoporranno a doppio tampone presso una struttura mobile installata proprio nel porto.

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ultimo aggiornamento: 20-12-2020


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