Sparatoria a Strasburgo, qualcuno parla di un complotto dei poteri forti per rafforzare la figura di Macron, ‘assediato’ dai Gilet gialli.

Come spesso – o sempre – accade, anche in seguito alla sparatoria al mercatino di Natale di Strasburgo è emersa prepotente l’ipotesi del complottouna pista che da sempre affascina migliaia di persone che dietro agli eventi più catastrofici ci vedono la mano dei poteri forti.

Solo per citare i casi più recenti, ricordiamo l’attentato alla Torri Gemelle, che sarebbe stato compiuto dagli americani stessi per legittimare i propri giochi di potere in Medio Oriente, o l’ipotesi del crollo del Ponte Morandi in seguito a un attentato. E così, inevitabilmente, qualcuno vede nella sparatoria di Strasburgo una mossa estrema della Francia per risolvere una volta per tutte l’annosa questione dei Gilet Gialli.

EMMANUEL MACRON
EMMANUEL MACRON

Sparatoria a Strasburgo: l’ipotesi del complotto

Anche esimie testate giornalistiche francesi hanno dato spazio alla teoria del complotto mettendo in risalto tutte le ambiguità di una sparatoria senza una logica. Il punto è che la follia umana non è rara. Ma andiamo ad analizzare quelli che sono stati definiti come i punti d’ombra della vicenda.

Innanzi tutto i primi dubbi riguardano la tempistica. Dopo mesi di fortunata tranquillità, il terrore torna protagonista in Francia dopo settimane di manifestazioni ad opera dei Gilet Gialli, più precisamente dopo la resa di Macron e la notizia che i manifestanti non si sarebbero fermati fino al mantenimento delle promesse. La sparatoria a Strasburgo sposta la luce dei riflettori sulla minaccia terroristica spingendo la popolazione a ricompattarsi e a guardare con fiducia alle autorità per difendersi dalla minaccia esterna. E da quella interna, visto che il criminale ricercato è nato e cresciuto a Strasburgo.

Polizia
Fonte foto: https://www.facebook.com/PoliceNationale

Dubbi sul criminale e sull’efficienza della polizia francese

Secondo i sostenitori del complotto, l’autore della sparatoria rappresenta il capro espiatorio ideale. Un criminale noto alle forze dell’ordine con la fedina penale largamente sporca e origini nordafricane. Come se non bastasse il sospettato era ricercato dalla polizia per estorsione ed era sfuggito a un blitz. O si è di fronte a un servizio di intelligence – quello francese – davvero poco efficiente oppure, sostengono i complottisti, si  di fronte all’attore ideale per la messa in scena del diabolico piano.

sparatoria a Strasburgo
Fonte foto: https://www.facebook.com/MilanatoLorena

Le prime testimonianze

La teoria del complotto trova linfa vitale anche nelle confuse testimonianze del primo minuto. Stando a quanto riferita ai e dai media, alcuni hanno dichiarato che in pochissimo tempo numerosi agenti di polizia hanno raggiunto il luogo della sparatoria. “Come se fossero già intorno al centro cittadino“, ha dichiarato un testimone, fornendo un assist prezioso per chi accusa i poteri forti e non crede nel potere della follia umana. Altro tassello che va a completare il puzzle è la testimonianza del tassista, il quale ha fatto sapere che il ricercato numero uno, dopo essere fuggito in taxi, si sarebbe fatto lasciare in prossimità di un commissariato di polizia. Scelta quantomeno curiosa per un latitante in fuga da pochi minuti.

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ultimo aggiornamento: 12-12-2018


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