Caso Biot, il militare italiano arrestato per spionaggio: tra i documenti classificati passati ai russi 9 “riservatissimi” e 47 “Nato Secret”.

L’Italia si gode la vittoria nella Spy Story legata a Walter Biot e prova a capire soprattutto cosa volesse l’ufficiale russo e quali documenti classificati sono stati consegnati ai russi dal militare italiano, che intanto ha assicurato di non aver mai messo a rischio la sicurezza dell’Italia e dell’Onu.

Militare italiano arrestato per spionaggio: che documenti ha passato ai russi?

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno sequestrato a Biot la scheda di memoria, che evidentemente contiene le prove del materiale passato ai russi. Stando a quanto emerso a mezzo stampa, sono stati trovate più di 180 fotografie di documenti classificati. Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che 9 documenti passati ai russi erano classificati come riservatissimi. Quasi cinquanta erano invece Nato Secret. In poche parole parliamo di materiale scottante, documenti importanti. Ora resta da capire quanto.

Carabinieri
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Il legale di Biot: “Il mio assistito sa di doversi difendere da accuse gravi ma siamo certi che i fatti verranno ridimensionati”

Intercettato dall’Adnkronos, il legale di Walter Biot ha fatto sapere che il suo assistito non ha mai messo a repentaglio la sicurezza nazionale e ha agito per una fragilità economica legata ad una situazione familiare.

“Il mio assistito mi ha riferito di una gravissima fragilità economica legata a una situazione familiare. Sa di doversi difendere da accuse gravi ma siamo certi che i fatti verranno ridimensionati”.

La linea difensiva è chiara. Biot sostiene di aver agito di necessità ma di non essere uno sprovveduto né un traditore. Ha passato qualcosa che poteva passare, nulla di particolarmente compromettente per la sicurezza nazionale, ritiene evidentemente la Difesa.

Gli inquirenti, nel motivare il fermo del militare italiano, parlano di una persona consapevole del suo operato e di un lavoro fatto con grande attenzione. Sono pochi gli indizi lasciati da Biot sulla strada e la vicenda è venuta alla luce solo per l’intervento tempestivo dei Servizi italiani che da tempo lo controllavano, così come controllavano l’ufficiale russo che si è fatto consegnare i documenti in cambio di 5.000 euro.


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