Rivolta social per la decisione di vietare gli spostamenti tra regioni e comuni. E spunta una indicazione dell’Ue.

ROMA – Rivolta social dopo la decisione (insensata) da parte del Governo di vietare gli spostamenti tra regioni (dal 21 dicembre al 6 gennaio) e tra comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e a Capodanno.

Spostamenti tra regioni, rivolta social

Gli hasthag #congiuntifuoricomune e #congiuntifuoriregione sono diventati trend topic su Twitter sin dalle prime ore di mercoledì 2 dicembre. Da molti utenti l’appello a tenere aperti i confini regionali e comunali per consentire ai familiari più stretti di trascorrere insieme le festività.

Richieste condivise anche da tutti i governatori. I presidenti delle Regioni (escluso Zingaretti n.d.r.) per una volta hanno messo da parte i colori politici e si sono uniti per chiedere al Governo un passo indietro.

Il duro confronto nella maggioranza

La chiusura dei confini ha portato a un duro confronto anche nella maggioranza. Un duello che ha visto Italia Viva e parte del Pd (Marcucci su tutti) attaccare duramente il premier Conte e i ministri rigoristi Speranza, Boccia e Franceschini.

Al termine del dibattito è prevalsa la linea dura, ma non sono escluse delle ripercussioni nell’esecutivo già nelle prossime ore. E c’è chi ipotizza un discorso molto critico in Senato da parte di Matteo Renzi il 9 dicembre.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

L’indicazione dell’Unione Europea

Il premier Conte è finito nel mirino degli italiani anche per una chiara indicazione dell’Unione Europea che invita i Governi a non chiudere i confini per i ricongiungimenti familiari. Un passo falso per il presidente del Consiglio, il primo a chiedere un coordinamento Ue per le festività natalizie ma poi decide di non seguire quanto consigliato da Bruxelles. In Europa, infatti, l’Italia è l’unica nazione ad aver deciso di bloccare la mobilità.

L’Ue – si legge in una delle indicazioni – invita gli Stati membri a rispettare il diritto alla vita familiare, in particolare che vivono e lavorano in diversi Stati membri e oltre, e a consentire le restrizioni solo se strettamente necessarie e proporzionate. Invita gli Stati membri a consentire il ricongiungimento delle coppie e delle famiglie separate da misure connesse al Covid-19, indipendentemente dal loro stato civile, e ad astenersi dall’imporre standard inutilmente levati di prova della relazione“.

Gli italiani ‘bocciano’ il Governo

Ancora una volta in Italia si fa la differenza tra le grandi città e le piccole. Nel nostro Paese, infatti, sono presenti molti comuni piccoli confinanti che solo insieme raggiungono la densità di Roma o Milano.

Questa volta, come testimoniano anche i social, gli italiani sono stanchi. Siamo certi che le indicazioni (sbagliate) saranno rispettate, ma non possiamo escludere la decisione di qualche nostro concittadino di varcare il confine comunale (anche per un chilometro) per andare a trovare il genitore solo o la figlia.

E, in caso di una terza ondata, non diamo la colpa (come successo in estate) agli italiani. Il senso di responsabilità dei cittadini c’è sempre stato. A mancare è stato quello del Governo. Con un piano dei trasporti adeguato e una sistema di tracciamento funzionate tutti questi sacrifici (e morti) potevano essere evitate. E’ arrivato il momento di chiedere scusa e forse a fine pandemia fare un passo indietro.

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ultimo aggiornamento: 03-12-2020


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