Fmi taglia le stime di crescita dell’Italia. Il Pil del nostro Paese dovrebbe registrare un aumento del 3,8 per cento.

ROMA – Fmi taglia le stime di crescita dell’Italia. Secondo quanto riferito dall’Adnkronos, l’incremento del Pil sarà del 3,8% abbassandolo dello 0,4% rispetto al precedente report. Inoltre, nell’aggiornamento del World Economico Outlook nel nostro Paese nel 2023 dovrebbe esserci un rialzo dello 0,6% in confronto ai dati comunicati ad ottobre con la crescita del 2,2%.

Si tratta di numeri comunque che saranno rivisti nelle prossime settimane e si capirà se il trend registrato sul finire nel 2021 oppure se si dovrà registrare un calo fortemente condizionato dalla variante Omicron.

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Fmi: “La ripresa globale continua tra mille difficoltà”

Gita Gopinath, capo economista del Fmi, ha sottolineato come “la ripresa globale continua ma deve affrontare molteplici sfide mentre la pandemia entra nel suo terzo anno. Tuttavia nel primo trimestre del 2022 peserà fortemente l’impatto negativo della variante Omicron, ma questo si attenuerà nel secondo successo“.

Quanto successo nell’ultimo biennio– ha aggiunto l’economista – ci conferma la crisi e la ripresa in corso non hanno precedenti. Nonostante questo, bisogna guardare con molta attenzione i dati economici in arrivo e prepararsi agli imprevisti ed essere pronti a comunicare ed eseguire cambiamenti di politiche con breve preavviso. In questo modo, una cooperazione internazionale coraggiosa ed efficace dovrebbe garantire che questo sia l’anno in cui il mondo sfugge alla morsa della pandemia“.

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Gli effetti della variante Omicron

Un rallentamento, come detto, fortemente condizionato dalla variante Omicron. La speranza è quella di poter riprendere il prima possibile il trend di crescita registrato nella seconda parte del 2021. Molto dipenderà dall’andamento del Covid e dalle eventuali restrizioni che i Paesi metteranno in campo per cercare di fermare la salita dei casi, ma le previsioni per il futuro sono positivi e per questo la risalita non dovrebbe essere a rischio.

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ultimo aggiornamento: 26-01-2022


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