Stock Lending: una pratica negoziale nell’occhio del ciclone

Depenalizzata la pratica della cessione di azioni a garanzia di un prestito

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Cos’è lo Stock Lending e in che modo è stato prima perseguito e poi depenalizzato dalla legge italiana.

Che cos’è il contratto di Stock Lending

Si definisce contratto di Stock Lending quell’accordo tra parti che preveda il prestito di azioni a fronte del pagamento di una commissione. Contemporaneamente il mutuario costituisce una garanzia a favore del mutuante: i beni o la liquidità facenti parte di tale garanzie saranno di valore superiore ai titoli ricevuti in prestito. Solo alla scadenza del prestito e alla restituzione dei titoli il mutuario ritornerà in possesso dei beni dati in garanzia. Chi ha preso in prestito i titoli può ottenere alla loro scadenza la distribuzione dei dividendi.

I dividendi generati dai titoli presi in prestito non sono imponibili, inoltre la commissione versata al mutuante secondo legge può essere dedotta dalla base imponibile IRES.

Proprio a causa di questi effetti fiscali, la pratica negoziale dello stock lending è stata oggetto di particolare attenzione e accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Oltre all’illecito fiscale si ipotizzavano anche conseguenze penali per i soggetti coinvolti in questo tipo di contratto.

Una pratica finanziaria ai limiti della legalità ma depenalizzata

Dopo diversi anni (l’Agenzia delle Entrate ha comunicato di star procedendo alle dovute indagini sullo stock lending con una circolare del 2010) e diverse disamine si è giunti a conclusione che la figura negoziale dello stock lending deve essere completamente depenalizzata poiché non sussistono gli estremi necessari ad affermare che violi in qualche modo una legge vigente.

Le parti in causa sono infatti pienamente consapevoli fin dal principio di ogni aspetto dell’accordo e l’intera operazione risulta praticamente neutrale per il prestatario. Quest’ultimo infatti ottiene dallo scambio il solo vantaggio fiscale che deriva dall’intassabilità dei dividendi prodotti dai titoli e dalla deducibilità della commissione pagata. Era stato questo il punto che aveva scatenato inizialmente la polemica: è legale un contratto che non generi vantaggi finanziari ma stipulato al solo fine di diminuire l’imponibile? 

La risposta è stata fornita in via definitiva dalla sentenza n.40272 del 2015 emessa dalla Corte di Casazione: lo stock lending non viola alcuna norma fiscale.
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