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Strage dell’Italicus: 4 agosto 1974 ordigno sul treno Roma-Monaco
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Strage dell’Italicus: cosa accadde il 4 agosto 1974 sul treno Roma-Monaco

treno deragliato

La storia della strage dell’Italicus: l’esplosione nella quinta carrozza, le 12 vittime, il gesto di Silver Sirotti e i processi senza condanne definitive.

Era da poco passata l’una di notte del 4 agosto 1974 quando il treno Espresso 1486 Italicus, partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera, venne squarciato da una bomba sull’Appennino bolognese, nei pressi di San Benedetto Val di Sambro. Il convoglio era affollato di viaggiatori, molti diretti verso la Germania, e stava attraversando uno dei punti più delicati della linea ferroviaria.

L’ordigno esplose nella quinta carrozza. Dopo la deflagrazione si sviluppò un incendio violentissimo. Il bilancio fu drammatico: 12 morti e 48 feriti. Undici vittime erano passeggeri; la dodicesima fu Silver Sirotti, giovane ferroviere forlivese di 25 anni, che intervenne per soccorrere le persone intrappolate e morì sopraffatto dal fuoco e dal fumo. Per quel gesto ricevette la medaglia d’oro al valor civile.

incidente treno deragliato
incidente treno deragliato

La notte della bomba sull’Italicus

La strage colpì un’Italia già attraversata dalla paura e dalla violenza politica. Solo pochi mesi prima, a maggio, c’era stata la strage di piazza della Loggia a Brescia. L’attentato all’Italicus entrò così nella stagione più buia della strategia della tensione, fatta di bombe, depistaggi, sospetti e verità giudiziarie difficili da raggiungere.

La rivendicazione arrivò da ambienti dell’estrema destra eversiva. Nel tempo, le indagini e le ricostruzioni istituzionali hanno collocato la strage nell’area del terrorismo neofascista, pur senza arrivare a una condanna definitiva dei responsabili materiali.

I processi e una verità rimasta incompleta

I processi ebbero un percorso tormentato. Alcuni imputati legati all’estremismo di destra furono prima assolti, poi condannati in appello e infine definitivamente assolti nel 1993. La giustizia non riuscì quindi a indicare, con sentenza definitiva di condanna, chi mise materialmente la bomba sul treno.

La Corte di Cassazione e le conclusioni della Commissione parlamentare sulla loggia P2 hanno indicato la matrice neofascista e il contesto eversivo in cui maturò l’attentato. Sul piano storico e politico, la strage dell’Italicus è ricordata come una delle ferite più gravi degli anni Settanta italiani.

A più di cinquant’anni di distanza, quella notte continua a raccontare non solo una tragedia ferroviaria, ma una pagina irrisolta della Repubblica: dodici vite spezzate, molti feriti, nessun colpevole definitivo e una memoria che ancora chiede verità piena.

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ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2026 18:08

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