L’ultimo atto del governo Draghi sarà la strategia nazionale per i diritti Lgbtq+.

Prima di lasciare Palazzo Chigi il governo Draghi ha voluto varare la strategia nazionale per i diritti Lgbt+, un piano che prevede azioni concrete a contrasto della discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere. La ministra della Famiglia e delle Pari opportunità Elena Bonetti annuncia che il governo è riuscito a inserire la strategia in calcio d’angolo e che rientra nel rispetto degli impegni vincolanti europei.

Il rischio che il governo Meloni possa azzerare questa strategia, conoscendo la sua posizione sui diritti Lgbt+ è molto sentito nel governo uscente. Rischio concreto manifestato anche dalle esponenti Rauti e Roccella di FdI che hanno criticato questa mossa come molto grave e hanno promesso di ricominciare da capo.

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La strategia del governo Draghi per un passo in avanti dell’Italia

Si tratta di un piano triennale che “Individua le priorità in sei ambiti: lavoro, sicurezza, salute, educazione e sport, cultura e media, monitoraggio e valutazione” ha spiegato Bonetti. La strategia indica le azioni da sviluppare come la diffusione di una cultura basata sulla diversity e sull’inclusione. Il contrasto alle discriminazioni inoltre parte a scuola tra i giovani. L’obiettivo è “Proteggere la salute, anche psicologica, accompagnando le persone transessuali nella fase della transizione, promuovere anche buone pratiche per le strutture penitenziarie. Per la prima volta, inoltre, ci sarà un’indagine statistica che individui le discriminazioni”.

Nonostante il fallimento del ddl Zan, il tema della sicurezza è affrontato anche da questa strategia sui diritti Lgbt+ approvata dal governo. Come sottolinea la ministra Bonetti si parte da percorsi formativi per tutte le forze di polizia, e linee guida territoriali per centri antidiscriminazione. Ma c’è comunque la necessità di una legge che tuteli maggiormente le vittime di violenza omotransfobica. Sui diritti Lgbt siamo ancora molto indietro rispetto agli altri paesi europei occidentali.

Questo è l’ultimo atto sui diritti del governo Draghi, che nonostante le accuse, ha fatto molto a riguardo come ricorda la ministra Bonetti. Dal family act, con l’assegno universale a tutti i figli, alla promozione dei diritti delle donne con la strategia per la parità di genere. “Abbiamo approvato piani nazionali contro la discriminazione di rom e sinti, la prima strategia per la parità di genere, contro la violenza contro le donne, il piano di contrasto alla pedofilia e pedopornografia. Stiamo ultimando il piano contro la tratta di esseri umani”.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 07-10-2022


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