La vicenda della studentessa in Erasmus a Milano violentata ha avuto una svolta decisiva per quanto riguarda il suo aggressore.
Non solo la vicenda della studentessa scozzese in Erasmus abusata in appartamento. Anche un’altra ragazza, pure lei in Italia e a Milano per un percorso di studi simile, era stata vittima mesi fa di violenze a sfondo sessuale. Ora, gli agenti hanno individuato il suo aggressore, scoperto grazie ad una “dimenticanza” decisiva.

Studentessa in Erasmus violentata: la svolta
C’è un indagato per la violenza sessuale subita da una studentessa universitaria tedesca di 21 anni, arrivata in Italia nell’ambito del programma Erasmus. Si tratta di un cittadino peruviano di 31 anni, irregolare e senza fissa dimora, accusato di aver abusato della giovane nelle prime ore di giovedì scorso, nella zona del Parco Trotter, a Milano. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire al presunto responsabile grazie ad alcuni oggetti recuperati nelle vicinanze del luogo dell’aggressione.
L’episodio si è verificato in via Giacosa, poco prima dell’alba. Dopo la violenza, la ragazza è stata soccorsa in strada da una coppia di passanti, che si è immediatamente attivata per chiedere aiuto. La studentessa è stata quindi accompagnata d’urgenza al centro specializzato della clinica Mangiagalli, dove è stata sottoposta agli accertamenti medici e ha ricevuto le cure necessarie.
Come è stato incastrato l’aggressore
A fornire un primo elemento utile agli investigatori è stato il ritrovamento di uno zainetto abbandonato non lontano dal punto in cui si sarebbe consumata la violenza. All’interno erano presenti diversi oggetti, tra cui lo scontrino di un supermercato. Proprio quel documento ha consentito ai carabinieri di avviare una serie di verifiche per individuare la persona che potrebbe essere coinvolta nell’aggressione.
Gli investigatori hanno infatti analizzato le immagini registrate dalle telecamere del negozio indicato sullo scontrino, riuscendo a isolare il volto del presunto aggressore. Un ulteriore elemento è arrivato dal ritrovamento, sempre all’interno dello zaino, di una scheda Sim, che ha contribuito a indirizzare gli accertamenti.
Parallelamente, i carabinieri hanno esaminato anche i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, ricostruendo gli spostamenti utili alle indagini. Gli elementi raccolti hanno portato all’identificazione del trentunenne, ora indagato per la violenza sessuale ai danni della studentessa tedesca. Le verifiche investigative si sono concentrate sui riscontri ricavati dagli oggetti recuperati e dalle immagini delle telecamere.