Lo stupratore è stato massacrato dai detenuti del carcere dove si trovava. Il nonno della piccola ha dichiarato: “Spero che stia soffrendo”.

Aaron Campbell, nel 2018, aveva stuprato e ucciso Alesha MacPhail, una bambina di soli 6 anni. La vicenda aveva causato una rivolta popolare in Scozia, con l’opinione pubblica che si era scagliata ferocemente contro il ragazzo, che all’epoca aveva 16 anni. Campbell, ora 20enne, sta ancora subendo le ripercussioni del suo violento e terribile crimine. Campbell è stato aggredito in carcere dagli altri detenuti: gli agenti avevano lasciato la sua porta aperta per pochissimo tempo, ma quel breve lasso di tempo è bastato perché Campbell dovesse essere portato in ospedale. I detenuti hanno aggredito in branco il ragazzo, causandogli ferite molto gravi. Campbell è stato trovato sanguinante con uno degli aggressori ancora addosso.

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Le testimonianze

Una fonte della prigione avrebbe rivelato al quotidiano britannico The Sun che l’aggressore, il quale si trovava sopra al corpo di Campbell, è stato portato via con la forza dalle guardie carcerarie, mentre cercava di colpire ulteriormente il ragazzo. “La sua porta era rimasta brevemente aperta durante l’ora dei pasti e qualcuno ha visto l’opportunità e l’ha colta, ha spinto Campbell sul suo letto e ha iniziato a colpirlo”, queste le parole della fonte.

Prigione
Prigione

La polizia scozzese ha spiegato quanto segue, in merito all’avvenimento: Gli agenti sono stati informati intorno alle 18 di mercoledì 1 giugno 2022 di un’aggressione all’interno della prigione di Polmont. Un uomo di 20 anni è stato portato in ospedale per le cure. Un uomo di 22 anni sarà oggetto di denuncia al Procuratore”.

Le parole sprezzanti del nonno della bambina

Anche il nonno di Alesha ha commentato la vicenda avvenuta nel carcere scozzese, dichiarando quanto segue. “Spero che stia soffrendo. L’unica cosa di cui mi dispiace è che non sono riuscito a farlo io da solo”.

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ultimo aggiornamento: 03-06-2022


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