Sudan, sgomberato nel sangue il sit-in davanti il quartier generale della Difesa

Alta tensione in Sudan. I militari hanno ordinato lo sgombero del sit-in davanti al quartiere generale. Almeno 9 i morti.

KHARTUM (SUDAN) – La politica repressiva del Governo in Sudan sta iniziando a provocare delle vittime. Dalle prime ore di lunedì 3 giugno 2019 i militari hanno iniziato le operazioni di sgombero del sit-in vicino al quartier generale. Secondo quanto riportato dai media locali, che citano testimoni, i soldati hanno utilizzato lacrimogeni e armi da fuoco. Il bilancio è di nove morti ma il numero potrebbe aumentare.

Secondo quanto riferito da uno dei capi delle Forze della Libertà, quello iniziato dai militari è un golpe contro la rivoluzione che ha rimosso Omar al Bashir. La reazione dei soldati sudanesi è arrivata un mese dopo che il sit-in ha avuto inizio. Con questa protesta i gruppi civici chiedono alla giunta militare di passare ai poteri civili.

Sudan
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Rivoluzione in Sudan, l’appello congiunto di Stati Uniti e Gran Bretagna

Questo attacco repressivo da parte dei militari ha fatto alzare ancora di più la tensione tanto che i giornalisti stranieri sono costretti a rimanere bloccati in albergo con il divieto di uscire e di affacciarsi dal balcone. Dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna arriva l’appello di far fermare subito le violenze. Ma nella nazione del Sudan non c’è nessuna intenzione di fare una tregua.

La zona del sit-in – come riferito dai media locali – è stata sgomberata ma la tensione continua ad essere molto alta. I manifestanti, infatti, hanno bloccato la città di Omdurman con sbarramenti di sassi e di copertoni incendiati mentre le organizzazioni della società civile chiedono di bloccare l’avanzamento dei militari in maniera civile.

La tensione resta alta in tutta la zona con il bilancio che rischia di aumentare nelle prossime ore. La vicenda viene seguita con molta attenzione anche da parte dell’Europa.

Di seguito il tweet dell’Ambasciata americana

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ultimo aggiornamento: 03-06-2019

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