Dopo la morte di Mario, il ministro Speranza chiede al Parlamento di arrivare ad una legge sul suicidio assistito.

Federico Carboni, conosciuto come Mario, è stato il primo paziente ad ottenere il suicidio assistito. Dopo una lunga battaglia legale e dopo due anni dalla richiesta, affiancato dall‘Associazione Luca Coscioni Federico è riuscito ad ottenere la strumentazione per mettere fine alla sua vita. Nella lettera che aveva scritto prima di morire si è raccomandato di continuare a sostenere la lotta per essere liberi di scegliere. Ora la parola alla politica che deve necessariamente redigere una norma.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato “l’auspicio che il Parlamento, nella sua autonomia, possa al più presto legiferare su un tema così delicato.” L’ostruzionismo e la burocrazia purtroppo non sempre riescono a far sì che venga attuata la sentenza della Consulta a pieno. Ed è per questo che serve una legge che normi il procedimento.

Nel frattempo noi continueremo a lavorare per dare piena attuazione alla sentenza della Corte” ha ribadito il ministro Speranza. Il suicidio assistito di Federico è stato possibile grazie alla sentenza Cappato all’epoca di Dj Fabo. Infatti, nonostante il quesito referendario sull’eutanasia legale non sia stato ritenuto ammissibile dalla Consulta, è solo grazie alla Corte che oggi è permesso arrivare al suicidio assistito legale.

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Letta e Bonino: profonda vergogna per non avere una legge

Si tratta di un argomento troppo delicato e vasto per permetterlo attraverso un’abrogazione di un’articolo del codice penale. Come stesso la Consulta ha esortato il Parlamento, c’è bisogno di una legge. Anche il segretario del Pd Enrico Letta ha garantito il suo impegno. “Mi vergognerei se questa legislatura si concludesse senza la norma del suicidio assistito. Stiamo parlando di temi che richiedono profonda delicatezza e chi li affronta in modo sguaiato, portando aspetti identitari, fa solo propaganda” ha detto il dem.

Anche la leader di +Europa Emma Bonino si è detta “allibita dall’incapacità del parlamento di dare delle linee guida, nemmeno dopo l’ingiunzione della Consulta”. La senatrice ha rincarato dicendo: “La verità è che mi vergogno di un paese che ha perso il senso della compassione e della pietà”.

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ultimo aggiornamento: 17-06-2022


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