Taglio dei parlamentari, cosa cambia rispetto al passato?

Taglio dei parlamentari, ora cosa cambia?

Cosa cambia dopo l’approvazione definitiva della Camera al taglio dei parlamentari, storica battaglia del Movimento 5 Stelle.

Il taglio dei parlamentari è legge. Luigi Di Maio ha parlato di un evento destinato a rimanere nella storia e coronato dall’ultimo via libera ottenuto alla Camera. Ma cosa cambia dal punto di vista pratico per la politica e per i cittadini?

Cosa prevede il taglio dei parlamentari

Partiamo dalle basi e andiamo ad analizzare come si trasformeranno le Aule alla luce della nuova legge.

Con il taglio dei parlamentari i deputati passano da 630 a 400, mentre i senatori passano da 315 a 200. Il taglio interessa anche i deputati e i senatori eletti all’estero che diventano rispettivamente 8 e 4.

Il testo è stato approvato ma non può entrare in vigore nell’immediato in quanto, nei prossimi tre mesi, potrebbe essere sottoposto a referendum confermativo.

Il voto di fiducia

Dovranno cambiare ovviamente i numeri e i sistemi di approvazione dei decreti o, più in generale, delle votazioni alla Camera e al Senato.

Camera dei deputati
Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati

Legislatura congelata

Il primo effetto concreto è che la XVIII legislatura è congelata. All’interno della maggioranza nessuno ha interesse a questo punto ad andare al voto. Non si escludono cambi di governo, come avvenuto el mese di settembre, ma gli italiani, salvo clamorosi colpi d scena, non dovrebbero tornare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura.

Nel mese di gennaio scade il termine per presentare la richiesta di un referendum. Se ci fosse una richiesta legittima depositata si andrebbe al voto, presumibilmente nell’estate del 2020. Se la legge dovesse essere confermata serviranno due mesi circa per ridisegnare i collegi e adeguare gli organi politici e burocratici alle nuove indicazioni.

Effetti collaterali del taglio dei parlamentari, cambia la legge elettorale

Il secondo effetto è legato alla modifica della legge elettorale chiesta dal Pd, o meglio posta come condizione per procedere con il taglio dei parlamentari.

La maggioranza giallorossa starebbe ragionando in ottica di un sistema elettorale proporzionale, ma le diverse anime del governo avrebbero idee differenti. Al premier Conte l’arduo compito di fare una sintesi.

Come se non bastasse il governo deve fare i conti con il referendum chiesto dalla Lega insieme con gli alleati di Centrodestra, altro ostacolo sul cammino del Conte bis.

ultimo aggiornamento: 09-10-2019

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