Catalogna, lo schiaffo di Tajani a Puigdemont: “Non è un perseguitato politico”

L’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, si trova a Bruxelles da alcuni giorni. Il presidente dell’Europarlamento Tajani ha detto che il politico non è un perseguitato e che ha violato le leggi della Spagna.

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BRUXELLES – Carles Puigdemont, destituito dal ruolo di presidente della Catalogna, si trova attualmente nel cuore dell’Europa, nella capitale belga. Ieri, il politico indipendentista, aveva messo in chiaro: “Non sono qui per chiedere asilo politico ma per lavorare in libertà e sicurezza. Se mi fosse garantito un processo giusto, allora tornerei subito in Catalogna per continuare a lavorare. Chiedo all’Europa di reagire: il caso e la causa catalana mettono in questione i valori su cui si basa l’Europa…“.

La posizione dell’Europa

Sulla questione, è intervenuto poche ora fa Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento, il quale ha dichiarato: “Carles Puigdemont è giunto a Bruxelles da cittadino Ue, nel cuore dell’Europa. In quanto tale, gode di tutte le nostre libertà e garanzie, può viaggiare come e dove crede. Non è un perseguitato politico. Non vive – certo – in dittature come la Corea del Nord o il Venezuela. Bensì viene da una grande democrazia, quale è quella spagnola. Però ha violato sia le leggi catalane che quelle spagnole. Ha violato la Costituzione di un Paese democratico che fa parte dell’Unione europea. Stiamo a vedere, non sappiamo con precisione cosa Puigdemont intenda fare…“.

Questione interna

Entrando più nel merito della vicenda della Catalogna, Tajani ha ribadito che non è giusto che intervengano le istituzioni europee: “Se cresce un motivo di scontro tra Luca Zaia e il governo Gentiloni, oppure tra la Borgogna e Parigi – ha aggiunto Tajani –, non sarebbe certo compito dell’Europa cercare di risolverlo. Si tratterebbe di affari interni italiani o francesi. Le elezioni in Catalogna del 21 dicembre? Un’ottima scelta, giusta e democratica. Lo stesso Puigdemont, se non verrà arrestato prima, ha in via di principio la libertà di candidarsi“.