Tar annulla la delibera Città 30 a Bologna
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Direttore: Franco Ferraro

Tar annulla la “Città 30” di Bologna: accolto il ricorso

Controllo della velocità

La decisione del Tar dell’Emilia-Romagna che scuote Bologna: annullata la delibera della “Città 30” tra polemiche e prospettive future.

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna ha annullato la delibera con cui il Comune di Bologna aveva introdotto il limite di velocità di 30 km/h su una vasta porzione della rete urbana, nota come “Città 30”. Questa decisione è arrivata in seguito al ricorso presentato da un tassista, che ha sottolineato come il nuovo limite avesse causato un aumento dei tempi di percorrenza e una conseguente riduzione delle richieste di servizio.

La sentenza mette in evidenza che il provvedimento comunale non si conformava alle normative vigenti, le quali permettono di stabilire limiti ridotti solo su strade con particolari caratteristiche. Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio di discussioni sulla gestione delle zone a velocità ridotta nelle città italiane.

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La sentenza del Tar e le sue implicazioni

La sentenza del Tar ha avuto un impatto significativo, poiché ha invalidato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze che avevano istituito le zone 30. Secondo il Tar, l’estensione del limite di velocità al 64% della rete stradale urbana non era supportata da una motivazione dettagliata per ciascuna strada, come richiesto dalla legge. Nonostante ciò, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha dichiarato che il Comune intende proseguire nel percorso intrapreso, considerando l’opzione di impugnare la decisione o di riformulare i provvedimenti secondo le indicazioni del tribunale. Lepore ha affermato: “Il Tar conferma il ruolo del Comune“, suggerendo che l’amministrazione continuerà a perseguire i propri obiettivi di miglioramento della sicurezza e della qualità dell’aria.

Reazioni politiche e futuro della “Città 30”

La decisione del Tar ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico. Dal lato del centrodestra, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha criticato il provvedimento definendolo “ideologico” e ha esaltato il nuovo Codice della Strada, che a suo dire è basato su concetti di sicurezza e buonsenso. Anche Fratelli d’Italia ha espresso critiche, annunciando un esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale. Al contrario, il Partito Democratico ha difeso il provvedimento, enfatizzando i benefici in termini di sicurezza e qualità dell’aria. Il Comitato Città 30 ha espresso delusione, affermando che la sentenza “rimette in discussione dal punto di vista formale” un progetto che aveva portato a una riduzione di incidenti e vittime.

Nonostante l’annullamento, la “Città 30” non è ancora un capitolo chiuso. Il Comune di Bologna ha la possibilità di impugnare la sentenza o di riscrivere i provvedimenti per adeguarli ai requisiti stabiliti dal Tar. Nel frattempo, il dibattito politico rimane acceso, e la questione della mobilità urbana e della sicurezza stradale continua a essere al centro delle discussioni tra amministrazioni locali e cittadini.

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ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2026 16:52

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