Un tasso fondamentale per gli introiti bancari

Tasso IRS: cosa significa per le banche e come incide sulle rate del mutuo a tasso fisso richiesto dai privati agli istituti di credito.

A cosa serve il tasso IRS e a quanto ammonta?

Gli istituti bancari sono in grado di offrire ai propri clienti prestiti e finanziamenti di vario tipo, la cui restituzione può prevedere interessi a tasso fisso o tasso variabile (definito quest’ultimo dall’oscillazione del tasso Euribor).

Il costo del denaro è il tasso di interesse a cui gli istituti bancari prendono a prestito denaro dagli istituti bancari maggiori come la BCE. Per elargire prestiti ai propri clienti le banche “acquistano” denaro da banche più grandi “pagandolo” quindi un certo prezzo, determinato dal costo del denaro in quel preciso momento storico. Nel momento in cui le banche decidano di assicurare prestiti a tasso di interesse fisso (calcolato anch’esso prendendo in considerazione il costo del denaro nel momento in cui il prestito viene elargito) devono mettersi al riparo dalle oscillazioni del costo del denaro: se il tasso Euribor si alzasse in maniera consistente durante il periodo di restituzione del prestito, la banca andrebbe a perdere somme consistenti perché prenderebbe in prestito denaro a un alto tasso di interesse e se lo vedrebbe restituire a un interesse molto inferiore.

Il tasso IRS è a tutti gli effetti un accordo tra il richiedente il prestito e l’istituto che lo concede. L’andamento del tasso IRS è utilizzato come parametro di riferimento di base per stabilire la rata dei mutui a tasso fisso.

Tasso IRS: cosa significa per chi richiede un prestito?

Il Tasso IRS varia quotidianamente. Lo si può reperire su quotidiani o siti web specializzati. Spesso l’IRS si trova sotto la denominazione di EURIS e il suo valore viene reso noto dalla Federazione Bancaria Europe attraverso periodici comunicati.

L’IRS non è tuttavia l’unico tasso che viene sommato alla rata del mutuo o del prestito che periodicamente un privato deve restituire al suo istituto.

Lo spread ovvero margine di guadagno è un’altra piccola percentuale che oscilla in genere tra lo 0,7 e l’1.50%, una cui parte è necessaria a coprire le spese bancarie a cui l’istituto va incontro nella concessione del prestito.

certificato_unicasim


Come è calcolato l’indice di inflazione Istat?

CAF: i centri di assistenza fiscale cosa sono