Tav, analisi costi-benefici: il testo completo del documento

Tav, svelata l’analisi costi-benefici: il testo

Tav, il testo dell’analisi costi-benefici. Il documento pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Come preannunciato dal Ministro Danilo Toninelli, il testo dell’analisi csto-benefici sulla Tav è stato pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

TAV
fonte foto https://twitter.com/JGianferrini

Tav, analisi costi-benefici sul sito delle Infrastrutture e dei Trasporti

L’analisi è stata pubblicata sul sito ed è disponibile per la consultazione. Si tratta di un documento di 78 pagine circa a firma di Marco Ponti, Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Riccardo Parolin e Francesco Ramella. Il testo completo parte dall’analisi degli accordi stipulati da Italia e Francia ed evidenzia le criticità e i vantaggi legati alla realizzazione dell’opera.

Analisi costi-benefici Tav: le conclusioni. Saldo negativo per sette miliardi circa

Le conclusioni della lunga analisi sui benefici e sulle spese da sostenere sottolineano l’impatto fortemente negativo legato alla realizzazione dell’opera:

L’analisi condotta mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa. Qualora si faccia riferimento a stime di crescita della domanda e di modifica della ripartizione modale più realistiche, gli effetti complessivi del progetto durante gli anni di esercizio – escludendo cioè il costo di investimento – risultano pari a 885 milioni“.

L’analisi presenta nello specifico due fattori ‘di segno opposto:

La prima, relativa ai flussi di merci, determina un effetto negativo pari a 463 milioni. Tale risultato è la conseguenza del fatto che, nelle condizioni complessive esistenti sugli itinerari di interesse per il progetto, lo spostamento modale dalla strada alla ferrovia risulta essere socialmente inefficiente. Il beneficio economico conseguente alla possibilità di instradare treni lunghi e pesanti sull’itinerario “di pianura” reso possibile dall’opera in esame, sommato alla riduzione delle esternalità negative risulta minore della perdita di accise e di pedaggi.Il risultato negativo è fortemente influenzato anche dal fatto che i flussi di traffico su ferrovia
esistenti – ossia quelli che con certezza godrebbero della riduzione dei costi operativi – sono di entità molto modesta sia in termini assoluti sia rispetto a quelli che dovrebbero cambiare modo
“.

“La seconda, relativa ai passeggeri, determina un beneficio positivo pari a 1,3 miliardi. Considerato che i costi attualizzati di investimento “a finire” e gestione dell’opera assommano a 7,9 miliardi, il “valore attuale netto economico” ossia la perdita di benessere – differenza tra costi sostenuti e benefici conseguiti – conseguente alla realizzazione dell’opera risulta pari a 7 miliardi.

NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO

ultimo aggiornamento: 12-02-2019

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