Tennis: Internazionali d’Italia, esclusi gli atleti russi?

Tennis: Internazionali d’Italia, esclusi gli atleti russi?

Dopo l’esclusione da Wimbledon dei tennisti russi e bielorussi, ci si chiede se agli Internazionali d’Italia si applicherà la stessa misura.

Wimbledon ha escluso i tennisti provenienti da Russia e Bielorussia a causa della guerra in Ucraina. Seppure non tutti gli atleti supportino le terribili azioni di Putin in terra ucraina, i vertici dello storico torneo di tennis britannico hanno deciso di “punire” in questo modo i tennisti di Russia e Bielorussia. Ma accadrà lo stesso agli Internazionali d’Italia? Molti ex tennisti italiani non credono che questa sia una misura giusta.

Le parole degli sportivi

“È una decisione politica degli inglesi che io trovo sbagliata e mi auguro che Roma non faccia altrettanto. La politica non dovrebbe mai entrare nello sport. Trovo ingiusto che a pagare siano i giocatori che non hanno colpe. Al limite posso capire la decisione di escludere la nazionale russa non i singoli giocatori”, Queste le parole dell’ex capitano italiano di Coppa Davis Nicola Pietrangeli, ad AdnKronos.

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Il due volte vincitore del Roland Garros ha commentato ulteriormente la situazione, dicendo: “L’altro giorno, alla presentazione degli Internazionali Bnl d’Italia, c’era la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali, il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli e il presidente della Fit Angelo Binaghi e l’argomento non è saltato fuori, penso che Roma non escluderà russi e bielorussi”.

Anche Paolo Bertolucci ha commentato la misura. “È una decisione che trovo profondamente ingiusta e mi dispiacerebbe se Roma la seguisse anche se le parole di ieri di Malagò che ha parlato di decisione in linea con il Cio mi fanno pensare che anche gli Internazionali d’Italia possano sposare la linea del boicottaggio”. L’ex numero 12 del mondo ha inoltre dichiarato quanto segue. “Sento dire che i tennisti russi e bielorussi dovrebbero fare delle dichiarazioni contro Putin e contro il governo. Mi sembra assurdo chiedere una cosa del genere quando magari il giocatore ha la madre o la sorella in Russia. Voglio vedere chi avrebbe il coraggio di fare certe dichiarazioni se si trovasse nelle condizioni di questi ragazzi che, ripeto non c’entrano niente con la guerra. Sono solo dei ragazzi che giocano a tennis.