Mes, governo in agitazione in vista del voto del 9 dicembre. La maggioranza rischia di andare sotto alla prova del voto.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ostenta sicurezza e si dice certo del fatto che il governo non cadrà sul Mes. La verità è che il voto del prossimo 9 dicembre spaventa e non poco la maggioranza di governo che teme di andare sotto. E se la maggioranza dovesse andare sotto su un tema cruciale come l’Europa, alla tanto vale far saltare il banco. Di fatto è questo il pensiero di Matteo Renzi ma anche di illustri esponenti del Pd. Una sorta di gentile ultimatum al Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Le sorti del governo nelle mani del Movimento 5 Stelle, contrario al Mes

È evidente che tutto è nelle mani del Movimento 5 Stelle. I pentastellati sono assolutamente contrari al Mes. Ma il 9 non si vota sull’uso del Meccanismo da parte dell’Italia. Si vota sulla riforma del Mes varata dall’Eurogruppo. Si vota una risoluzione di maggioranza in base alle dichiarazioni in Aula del Premier Conte. E Luigi Di Maio aveva fatto sapere che la riforma a suo avviso ha peggiorato uno strumento già inadatto.

Ma c’è un però. Nonostante la posizione anti-Mes, il 9 dicembre serve un voto di maggioranza. Il concetto di fondo è chiaro. Facciano quello che vogliono del Mes, basta che non lo prenda l’Italia. Certo, per coerenza il voto dovrebbe essere differente, ma in tempo di emergenza non si può correre il rischio di una crisi di governo. Ma il problema è che non tutti la pensano come Di Maio nel Movimento 5 Stelle. Anzi, la fronda del No è ben nutrita e potrebbe mettere il governo in minoranza.

Nel tentativo di convincere i membri della fronda lo stesso Di Maio ha spostato l’attenzione sulla stabilità di Conte, evidenziando come una spaccatura il 9 dicembre significherebbe portare il premier al patibolo. Forse al patibolo no, ma verso l’uscita di Palazzo Chigi sì…

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Il Pd proto a mettere in discussione in governo

Anche in casa Pd si respira un’aria pesante, un clima teso. “Quando il quadro è troppo fragile basta un incidente parlamentare per far crollare tutto, anche oltre la volontà di chi lo ha provocato“, ha fatto sapere Franceschini, il tutto mentre Zingaretti ripete quello che da tempo è il suo mantra: il governo non può tirare a campare, deve fare.

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

E c’è chi teme un colpo di mano da parte di Renzi…

Matteo Renzi non usa mezzi giri di parole. Chiede un salto di qualità al governo, spera nel rimpasto ma accetta con filosofia anche no, evidenziando come però con questa squadra di ministri molto probabilmente l’esecutivo andrà a casa prima della fine della legislatura. In una visione decisamente poco rosea del futuro immediato, il leader di Italia Viva sottolinea anche che se il governo dovesse andare sotto il 9 dicembre Conte dovrebbe rassegnare le dimissioni.

Inoltre, stando alle indiscrezioni che emergono a mezzo stampa, dalle parti della maggioranza c’è anche chi teme un colpo di mano di Matteo Renzi. Secondo qualcuno il leader di Italia Viva starebbe cercando l’incidente diplomatico per far spezzare in due il Movimento 5 Stelle che a quel punto colerebbe a picco nel mare della politica.

E in effetti se nella risoluzione di maggioranza del 9 dicembre venisse inserita la richiesta di accedere subito al Mes il Movimento 5 Stelle farebbe esattamente quella fine. Si spaccherebbe in due.

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